Per l’esperta va sfatato il mito che vede la buona sorte come qualcosa di esterno ed estraneo


di Francesca Capozza*

ISERNIA. Quante persone, in diversi momenti della propria vita, si saranno identificate in Paperino e quante avrebbero desiderato ricevere un po’ della “buona sorte” di Gastone.

Cosa significa essere “fortunati”? Gli eventi negativi capitano solo agli ‘sfortunati’?

Innanzitutto, occorre sfatare il mito della “fortuna” come un qualcosa di esterno ed estraneo a sé, che capita o che si riceve. L’essere umano non è un soggetto passivo, impotente dinanzi alla realtà del mondo ed in balia della mala o buona sorte.

COS’E’ LA FORTUNA. Il segreto della ‘fortuna’, ovvero della capacità di cogliere a proprio vantaggio le potenzialità e le risorse in tutto ciò che accade, alberga nell’uomo stesso. Sono le abilità personali e sociali dell’individuo a fare la differenza. Avere fiducia in se stessi, ritenere di avere un ruolo decisivo nel forgiare la propria realtà, nutrire un senso adeguato di autostima, riconoscere di avere le capacità per affrontare le sfide quotidiane o perseguire gli obiettivi fissati, permette all’individuo di credere in se stesso e nelle proprie risorse, di perseverare nell’impegno, di non farsi abbattere dalle sconfitte, ma di imparare da esse, in modo da non precludersi la possibilità di cogliere e sfruttare le opportunità che si presentano. Un atteggiamento positivo, di fiducia ed apertura verso se stessi e la realtà, fa di un uomo una persona ‘fortunata’.

francesca capozza

Se osserviamo, invece, il personaggio di Paperino notiamo immediatamente come la sua ‘sfortuna’ sia, in realtà, costruita ed attesa dallo stesso, anche se inconsapevolmente. Temere di non avere le capacità per farcela in un compito facile o difficile che sia, attendersi che accadano solo fallimenti, percepirsi soli e senza possibilità di ricevere aiuto dagli altri, rappresentano convinzioni che si traducono in un atteggiamento negativo verso se stessi che porterà inevitabilmente la persona a non credere in sé e, conseguentemente, a non impegnarsi nel perseguimento di un obiettivo, a precludersi ogni possibilità di apprendimento dalle sconfitte (che capitano a chiunque) ed a chiudersi in un pessimismo che finisce con l’autorinforzarsi (Es. “non sono capace, non ce la farò mai..è inutile provarci”; “non mi aspetto nulla di buono dal futuro”; “anche se mi impegno, mi andrà male….è sempre così”). In tal modo, la persona si chiude al mondo, rinunciando alla possibilità di “vedere” e di tentare di cogliere le opportunità.

Come la profezia che si autoavvera, colui che si ritiene sfortunato avrà fatto in modo, anche non intenzionalmente, di divenirlo realmente.

I SEGRETI DI GASTONE. A questo punto andiamo a conoscere più da vicino i poteri di cugin Gastone. Gli ingredienti della sua fortuna rimandano a suggerimenti fondamentali per costruire un atteggiamento personale sano e positivo nei confronti di se stesso, degli altri e della realtà.

CREARE OPPORTUNITA’. La capacità di creare, notare ed usare opportunità. Per fare ciò è essenziale essere aperti a nuove esperienze, estroversi e rilassati nei confronti della vita e coltivare reti di relazioni sociali.

ASCOLTARE LE INTUIZIONI. Prendere le decisioni ascoltando anche ciò che ci dicono le nostre emozioni e le nostre sensazioni, in virtù del loro intrinseco valore conoscitivo, comunicativo ed adattivo filogeneticamente più antico di quello dei processi mentali.

ASPETTARSI DI ESSERE ‘FORTUNATI’. Attendersi la possibilità di vivere qualcosa di bello. In tal modo, si diviene automaticamente più disponibili nei confronti degli avvenimenti e delle persone che si incontrano.

TRASFORMARE LA ‘SFORTUNA’ IN ‘FORTUNA’. La capacità di pensare non a quanto siano andate male le cose, ma imparare dalle esperienze negative ed individuarne gli elementi positivi da cui ripartire.
Riconoscere le proprie capacità e credere in esse, cogliere i lati positivi di ciò che accade, poter contare sul sostegno sociale offerto dagli altri (consigli, supporto emotivo ed affettivo, aiuto materiale), rialzarsi dalle sconfitte con nuovo slancio e maggior consapevolezza, cercare attivamente le opportunità, predispone l’individuo a costruirsi un atteggiamento favorevole verso se stesso e la realtà e ad attendersi eventi positivi.

*psicologa-psicoterapeuta
specialista in Psicologia della Salute