La consigliera Dem: “C’è bisogno di una sanità che funzioni, non di punire per la semplice espressione di un pensiero”


di Giuliano Vacca

ISERNIA. Non è andata giù a Micaela Fanelli l’introduzione della figura del reputation manager all’interno dell’organico dell’Asrem. “Una figura che tutela con la repressione un’immagine” è in sintesi il pensiero della consigliera regionale del Partito Democratico, avvicinata a margine del congresso Ali Molise.

La sensazione è che secondo la Fanelli siano altre le cose a cui l’azienda sanitaria dovrebbe prestare attenzione, specie in un momento di carenza di personale medico. “Noi – ha spiegato – abbiamo bisogno di una sanità che funziona, non del reputation manager. Devo rilevare che non c’è bisogno di andare a colpire la libertà di espressione e di parola. Quelli dell’Asrem facessero le cose per bene e vedremo che non ci sarà bisogno di figure ad hoc in uno spirito repressivo”.

Secondo l’esponente Dem l’Asrem non sarebbe nuova a atteggiamenti del genere: “Fermo restando il mio disprezzo – ha detto – per i leoni da tastiera e per tutto ciò che è sbagliato e che quindi va punito, io vorrei ricordare come molto spesso durante il Covid, quando tutti eravamo preoccupati di quello che avveniva, l’ex direttore generale sia entrato in scontri personali, diretti e offensivi”.