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Strage di cani nella tartufaia: chiesta la convocazione di un tavolo urgente in Prefettura

L’istanza dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani, alla luce di quanto accaduto lo scorso fine settimana nel bosco a confine tra Molise e Abruzzo


ISERNIA. Convocare un tavolo urgente in Prefettura a Isernia: a chiederlo è l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani. La ragione è naturalmente legata alla strage di cani avvenuta lo scorso fine settimana nella tartufaia di San Pietro Avellana.

“Come associazione – spiega il presidente nazionale Riccardo Germani – abbiamo dato mandato ai nostri legali di depositare presso il Tribunale competente una denuncia contro ignoti, per costituirci parte civile una volta consegnati alla giustizia i colpevoli di tale strage.
Ci affidiamo ai suoi poteri di rappresentare lo Stato in Regione Molise e chiediamo di convocare con la massima urgenza un tavolo prefettizio, così da rendere il Molise un esempio da replicare in altre Regioni o luoghi dove potrebbero nuovamente accadere tali gesti criminosi”.

Diversi i punti che l’associazione intende portare al tavolo “che – evidenzia ancora Germani – vista la gravità dell’accaduto, ci auguriamo risolutivo e produca un protocollo di intesa sottoscritto tra le associazioni di tartufai insieme alle istituzioni dello Stato che devono combattere questi inumani gesti contro animali indifesi ed innocenti. Come associazione stiamo scrivendo anche al Ministro dell’Interno Piantedosi per istituire il reato di strage di animali”.

Per l’associazione è necessaria una “interdizione immediata delle aree dove accadono episodi di questo tipo, così come predisposto dalla sindaca di San Pietro Avellana e bonifica da parte del Corpo Carabinieri Forestale”.

La riapertura dovrebbe essere prevista, ma a condizione che vengano “installate
apparecchiature di videosorveglianza a distanza, in dotazione ai Carabinieri Forestali, per monitorare gli accessi nelle aree oggetto di tali atti criminali. Necessaria – evidenzia ancora il presidente dell’associazione – la fornitura sia di telecamere sia di un eventuale drone ai Carabinieri Forestali da parte dell’Assessorato alle politiche agricole della Regione Molise o (attraverso una raccolta fondi) da parte dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani. Importante anche il potenziamento di ulteriori unità di personale in divisa dove accadono tali atti per 2 anni da parte del Ministero dell’Interno o appaltare, nei mesi da settembre a gennaio, il controllo da parte di un istituto di Guardie Giurate armate o attraverso assunzioni a Tempo determinato di personale degli Enti locali che possano svolgere esclusivamente la funzione di controllo nelle zone precedentemente bonificate”.

L’associaizione chiede inoltre l’istituzione “con ordinanza Prefettizia come previsto dalla legge, di GEV o GAV tra le associazioni di tartufai (come nel caso della caccia e della Pesca) a cui è affidato il compito di vigilare sull’osservanza delle norme STATALI e REGIONALI per la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale riportate dalle Leggi Regionali istitutive del Servizio di Vigilanza Ecologica Volontaria”. E ancora. Pe l’associazione bisogna “rivedere tutte le concessioni date da oltre 5 anni per tartufaie riservate, che sottraggono terreno di libera cerca restringendo sempre più i tartufai in piccoli appezzamenti, al fine di istituire un meccanismo a rotazione e dando le concessioni solo ai proprietari di terreno che possono esercitare la cerca senza più affitti, subaffitti a singoli, associazioni e commercianti.
Come associazione Nazionale Tartufai Italiani crediamo che i nostri animali abbiano un valore inestimabile e un patrimonio affettivo che diamo loro e che riceviamo ogni giorno.
Noi, senza retorica, operiamo in questa direzione e ci auguriamo che le istituzioni non cedano la mano (solo perché si tratta di animali) a persone che non possono essere definite appartenenti al genere umano”.

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