Si intitola ‘Oggi Come Oggi’ ed è curata da Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio. Inaugurazione giovedì 30 novembre


CAMPOBASSO. Giovedì 30 novembre alle ore 17 presso la Galleria Gino Marotta, Laboratorio di Arte Contemporanea – Spazio espositivo Aula Magna di Ateneo dell’Unimo, si inaugura e apre al pubblico la personale di Francesco Di Tillo. L’artista, campobassano classe 1984, vive e lavora a Bologna e indaga in maniera approfondita il tema dell’impossibilità del controllo umano sugli eventi naturali e storici. L’artista prende spunto da terremoti realmente accaduti per indagare i limiti della razionalità dinanzi a fenomeni incontrollabili.

La mostra, curata da Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio, riunisce una serie di lavori dal 2014 ad oggi che operano sulla macrologica su cui si incentra la cifra narrativa dell’artista, l’impossibilità di controllo e del libero arbitrio da parte dell’essere umano nei confronti della realtà, della storia, dell’ambiente in cui vive e della sua relazione con la natura. Da questo punto di vista la mostra trova interessanti riscontri con le ricerche di altri artisti storici di Land Art che, sebbene con linguaggi differenti, hanno affrontato analoghe riflessioni. Ad esempio le installazioni di Robert Smithson degli anni ‘60 che mettevano in luce l’imprevedibilità dei processi naturali o le performance di Azuma negli anni ‘70 incentrate su calamità atmosferiche e catastrofi. 

In questo panorama concettuale e produttivo uno dei protagonisti ricorrenti nella ricerca dell’artista è il terremoto. I movimenti sismici, infatti, possono essere studiati, ma mai previsti. Diventano così un evento che sfida la capacità di adattamento e controllo dell’uomo. Allo stesso modo, la sua azione raggiunge la stessa stabilità della società umana, avendo la capacità di distruggere in pochi secondi città e simboli associati al progresso.

La serie Master Plan, ad esempio, inaugurata nel 2014, è un lavoro generato dal trasferimento di immagini di archivio per costruire nuovi paesaggi che a volte sembrano evocare nuvole di polvere, monumenti commemorativi in altri momenti. Un altro lavoro è la serie Ansu, del 2015-16 realizzata attraverso la sottrazione manuale di carta di quaranta immagini che raffigurano il terremoto avvenuto in Nepal nel 2015. Sempre sullo stesso tema, sono anche alcuni importanti lavori realizzati nel 2022. Il docu-film REMOTO – oltre ogni altro ragionevole dubbio, il video Retratos, e l’azione performativa Insediamento Instabile, fanno parte dello stesso progetto realizzato in Cile grazie all’Italian Council, e promosso da Galeria Metropolitana a Santiago de Chile. Su un versante parallelo, ma complementare, vanno inserite invece la serie di sculture Mutatis Mutandis del 2019, la serie Eterna del 2020 e Innesco del 2021. Queste ultime, in maniera diversa, affrontano a livello formale lo sforzo incontrollato della vita, della sua resilienza, e di connessione misteriosa con la natura, ove l’essere umano può prendere ispirazione e ricongiungerci per incentivare al meglio la sua incapacità di controllo. Una produzione artistica decennale, dalla metodologia eterogenea, che si processa a partire da un naturale tormento sistemico: quello di accogliere e trasformare eventi, azioni, fenomeni in cui l’essere umano viene sfidato e messo in crisi rispetto al suo ambiente, la sua cultura, la sua storia.

La ricerca di Francesco Di Tillo risulta coerente nel perseguire la tematica dell’imprevedibilità a partire da casi concreti, la capacità di fondere rigore concettuale e impatto emotivo dei contenuti fa di questa una delle esposizioni più interessanti sul tema.La giornata inaugurale sarà preceduta dal workshop con la preview di REMOTO \ beyond any reasonable doubt, 2022 [film], dove Francesco Di Trillo dialoga con Andrea Fabbrizzi  della UCSD e San Diego State University.

Le opere saranno in esposizione sino al 19 gennaio 2024.