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Peronospora della vite, Distretto produttivo agroalimentare: prossima vendemmia a rischio. Appello alle istituzioni

Lo scenario impietoso tracciato dal presidente del comitato pro-tempore Vincenzo Glave


CAMPOBASSO. Scade il 30 novembre il termine entro la quale le aziende viticole devono presentare le dichiarazioni obbligatorie di vendemmia e di produzione di vino e/o mosto per la campagna vitivinicola 2023/2024. Una campagna che però resterà negli annali come la peggiore in assoluto a causa dei danni causati dalla peronospora, una delle più temibili patologie per la vite

A lanciare ancora un grido d’allarme è il comitato promotore del “Distretto Produttivo Agroalimentare del Vino di Qualità Molisano”, per il tramite del presidente pro-tempore Vincenzo Glave il quale, a vendemmia terminata, illustra numeri impietosi, lancia l’allarme per il prossimo anno e si appella di nuovo alle istituzioni. “Si parte da perdite del 45-55% per le uve con epoca di maturazione precoce per arrivare al 75-85% per uve medio tardive e tardive – afferma – Con una produzione regionale media di circa 700 mila quintali di uva che si traducono in 513 mila Hl di vino, sulla base delle percentuali prima evidenziate, nelle nostre cantine mancano all’appello poco meno di 500 mila q.li d’uva, con una perdita di fatturato di circa 20 milioni di euro. Il governo italiano ha cercato di affrontare questa emergenza attraverso il Decreto Legge Asset, che ha stanziato sul Fondo di Solidarietà Nazionale un milione di euro nel Consiglio dei Ministridel 7 agosto scorso, al quale ne sono stati aggiunti 6 milioni con un emendamento dello scorso ottobre: ‘una goccia nel mare’ rispetto alle dimensioni del problema. L’agricoltura italiana, soprattutto quella viticola, si trova in una situazione critica e richiederà ulteriori investimenti e strategie a lungo termine per recuperare. Meglio ha fatto al regione Abruzzo che ha confermato grande attenzione e sensibilità rispetto alle istanze del mondo agricolo e del settore vitivinicolo abruzzese prima con il confronto promosso in Conferenza dei Capigruppo, nel corso del quale ha ascoltato le ragioni di produttori e associazioni di categoria, e poi in Aula con una seduta straordinaria dello scorso 31 ottobre al termine della quale, all’unanimità  è stato approvato un documento, che impegna la Giunta a farsi portavoce del mondo agricolo abruzzese sia in sede di Governo nazionale sia in Europa. Il Consiglio regionale ha così confermato attenzione e impegno a difendere uno dei fiori all’occhiello del tessuto economico regionale; già nel mese di agosto era stata approvata una variazione di Bilancio che stanziava 2 milioni e 500 mila euro per il 2023 e la stessa cifra per il 2024. Una risposta non risolutiva ma significativa per salvaguardare le aziende e i lavoratori”.

Ma torniamo a noi. È chiaro ed evidente – ancora Glave – che per l’entità dei danni subiti non saremo in grado di affrontare il prossimo anno. Siamo già in campo ad effettuare operazioni dettate dalle fasi agronomiche della vite (fertilizzazioni per il reintegro di sostanze organiche, potatura) con conseguente impegno di risorse che, se al momento sono ancora disponibili in azienda (poche) perché originate dalla vendemmia 2022, saranno completamente assenti nel prossimo anno. Si rischia di compromettere uno dei comparti più produttivi e strategici dell’intero sistema agricolo regionale: saranno tante le aziende non in grado di proseguire la propria attività produttiva e commerciale con conseguente perdita di importanti fette di mercato così faticosamente conquistate nel tempo. Da qui il grido di aiuto che, come Presidente pro-tempore del Distretto del Vino, ma soprattutto come viticoltore, in comune con tutti i viticoltori molisani, mi sento di urlare alla politica’. Agli organi della Regione, il Presidente Roberti e l’Assessore all’agricoltura Micone nello specifico, insieme alla Giunta ed a tutto il Consiglio regionale, ai nostri Senatori e Deputati che rappresentano il popolo molisano nelle aule del Parlamento,  affinché – conclude – ci sia un segnale concreto e tangibile della considerazione nei confronti del comparto vitivinicolo nello specifico, e dell’intera realtà agricola molisana, impegnandosi a mettere in campo tutte le misure necessarie a salvaguardare un così importante asset del sistema economico regionale”.

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