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Gigafactory, 1.800 assunzioni entro il 2029. Presentato il piano: i sindacati chiedono garanzie al Ministero

I dettagli del piano illustrati oggi a Roma. Lo stabilimento Stellantis pronto a specializzarsi nella produzione di batterie per auto elettriche


CAMPOBASSO. Fino a 1.800 assunzioni entro sei anni. E una specializzazione per produrre batterie per auto elettriche destinate a buona parte del mercato.

Del futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli, destinato a diventare una Gigafactory si è parlato oggi a Roma, nel corso del tavolo al Mimit con sindacati e azienda, in cui è stato presentato il piano e indicati i prossimi step: il 18 dicembre si procederà alla descrizione del processo produttivo con relative competenze professionali; il 16 gennaio si accenderà un focus sui percorsi formativi; il 30 gennaio, ultimo tavolo in programma, saranno definiti tempi e modalità per il passaggio da Stellantis e Acc.

I sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR hanno però chiesto garanzie e al termine dell’incontro hanno sollecitato il ministro Adolfo Urso a “un interessamento diretto” anche al tavolo convocato con Stellantis il 6 dicembre, per “garantire il massimo impegno ad accelerare la fase di autorizzazione della Commissione europea del progetto di Termoli, nonché la piena tutela occupazionale”.

Il piano illustrato oggi, hanno chiarito i sindacati, prevede l’avvio dei primi lavori a Termoli già nelle prossime settimane, in attesa delle autorizzazioni propedeutiche alle attività costruttive, mentre dovrà essere pronto nel 2026 il primo modulo dello stabilimento per fare i primi campioni del prodotto per poi avviare la produzione in serie alla fine dello stesso anno. I lavori per secondo e terzo blocco partiranno nel 2027, ma i tempi precisi potranno essere influenzati da quelli della più generale transizione all’elettrico.

Sul fronte occupazionale invece si prevede che nel 2024 Acc assuma un primo gruppo di risorse, per lo più figure impiegatizie o tecniche, che si andranno ad aggiungere agli attuali 35 occupati per arrivare alla fine dell’anno a 120 persone, di cui una settantina di impiegati. A fine 2025 si prevede che l’occupazione passi a 360 persone, a fine 2026 a 750 persone, a fine 2027 a 1.250 persone, a fine 2028 a 1.700 persone e a fine 2029 a 1.800 persone.

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