Il commento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle


CAMPOBASSO. “Se oggi il Bilancio di previsione 2023 approda in Aula con netto ritardo, caso unico in Italia, con la conseguente approvazione, lo si deve solo all’ennesimo sacrificio dei cittadini molisani vessati oltremisura dalla mala gestione di governi di centrodestra che per venti anni hanno guidato questa Regione”. Lo ha sottolineato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani.

“Inutile girarci intorno: l’aumento dell’Irpef è la risultante di una responsabilità politica e non di un provvedimento tecnico come qualcuno vorrebbe far passare – evidenzia in una nota – I primi soldi che saranno incamerati, circa 17 milioni di euro, nonché le tasse previste fino al 2051 per il Piano di rientro, saranno sottratte alla programmazione e di conseguenza allo sviluppo di questa terra che annaspa e continua a rimanere indietro rispetto alle altre. Troppo facile chiudere il Bilancio aumentando le imposte. Troppo semplice dire di aver ereditato una situazione disastrosa che vede un disavanzo pari a 562 milioni di euro.

La realtà è nei fatti, ovvero: chi ha creato questa voragine? Farebbe bene il centrodestra a recitare il mea culpa e ammettere la propria incapacità di fornire risposte concrete che non siano solo ed esclusivamente la spropositata pressione fiscale la quale si riverbera sulla popolazione. La vera sfida è creare ricchezza e non accanirsi sui cittadini. Capisco che per l’attuale giunta il concetto sia difficile da recepire, tuttavia, fino a quando non ci sarà questo sforzo, il Molise non avrà alcun futuro.

Un Molise dove la tassazione raggiunge i massimi livelli non agevola la creazione di nuclei familiari, non favorisce investimenti, non consente ai nostri anziani di potersi curare, non assicura ai nostri giovani la possibilità di restare in questo lembo di terra. Per queste ragioni ho votato no all’approvazione del Bilancio di previsione 2023, perché non intendo, nella maniera più assoluta, essere complice dell’ennesima sciagura finanziaria che ormai ci ha portato a raschiare il fondo del barile”.

Il gruppo del M5S prende le distanze dalla maggioranza “che – evidenzia infine Primiani – si ostina a propinarci in maniera errata e sconclusionata, decisioni nefaste. Da Toma all’esecutivo Roberti nulla è cambiato se non quello di proseguire l’opera di mettere le mani in tasca ai cittadini, gli unici che pagheranno un conto salatissimo”