All’incontro hanno partecipato anche la Direzione regionale Musei Molise, la Fondazione Molise Cultura e la delegazione Fai di Campobasso


CAMPOBASSO. Buone prassi e nuove intese per avviare collaborazioni concrete, la valorizzazione della cultura locale compenetra gli spazi reali e quelli programmatici, di cui sono interpreti gli enti e le associazioni, attori dello sviluppo sul territorio.

Questo il focus di ieri sera al Museo Sannitico di Campobasso su iniziativa della fondazione architetti e dell’ordine della provincia di Campobasso.

La tavola rotonda, cui hanno partecipato la direzione regionale Musei Molise, la Fondazione Molise Cultura, la delegazione Fai di Campobasso, la sezione campobassana di Italia Nostra e l’associazione Dante Alighieri, è stata preceduta dagli interventi dei quattro presidenti che nel tempo hanno diretto la fondazione architetti della provincia di Campobasso.

Leonardo Bellotti, Giancarlo Manzo, Alessandro Izzi, ora presidente dell’ordine della provincia di Campobasso e l’attuale vertice dell’ente Teresita Vecchiarelli, il vice Antonio Sollazzo, hanno ripercorso la storia dell’ente, fino al prestigioso riconoscimento di quest’anno, il premio internazionale ‘Bruno Zevi’ assegnato dall’Istituto Nazionale di Architettura per il costante e straordinariamente proficuo contributo dato dalla Fondazione alla cultura architettonica.

Le iniziative che hanno portato al conseguimento del premio ‘Zevi’ hanno introdotto i presenti alla tavola rotonda che ha caratterizzato la seconda parte dell’incontro. Fondazione e Ordine hanno evidenziato la necessità di sviluppare una serie di riflessioni importanti per la città, per il paesaggio e per gli stessi attori dello sviluppo. In sostanza, proporre soluzioni alternative più concrete, creative ed efficaci di quelle che definiscono oggi la vivibilità di centri e territorio.

I referenti degli enti e delle associazioni presenti si sono quindi confrontati sulle rispettive idee, già realizzate e in itinere, a supporto di una fruizione culturale aperta, cioè orientata alla cooperazione dentro e fuori i confini regionali. Davide Delfino, direttore regionale Musei Molise, ha descritto la recente riforma che accorpa la direzione regionale dei Musei Molise al parco archeologico di Sepino.

L’obiettivo resta la completa promozione e valorizzazione di beni mobili e immobili affidati alla Direzione regionale dei musei, rafforzando la rete museale regionale attraverso il dialogo con gli altri soggetti non statali che gestiscono luoghi culturali.

“L’idea è quella di conoscersi personalmente, attraverso cicli di incontri, così da poter condividere delle strategie comuni che possano anche implicare la condivisione di expertise”, le parole degli organizzatori.

Apertura al confronto, dunque, e incontri diretti a favorire lo scambio di conoscenze. Una strada percorribile anche a giudizio di Dosolina Tirabasso, capo delegazione del Fai di Campobasso. “Il Fai – ha detto l’interessata – è una fondazione senza scopo di lucro istituita per tutelare e promuovere il patrimonio artistico storico e ambientale”.

La referente territoriale del Fai ha poi evidenziato l’ottima performance del Museo dei Misteri di Campobasso che, a inizio 2023, ha conquistato la seconda posizione nel Censimento nazionale dei ‘Luoghi del cuore’.

La presidente locale dell’associazione Dante Alighieri, Angioletta Iavasile, ha sottolineato il contributo di tutte le associazioni coinvolte per la valorizzazione del Molise ‘culturale e paesaggistico’.

“Non basta però restare nell’ambito regionale – ha sottolineato – Occorre allargare l’attenzione a quello che avviene in altri ambiti geografici. Con la ‘Dante Alighieri’ cerchiamo di aprirci all’esterno, ospitando a Campobasso persone che ci riportano nuove differenti esperienze. Dal confronto possiamo sempre imparare e fare in modo che tali indicazioni possano essere utili al nostro lavoro”.

Nelle ultime due relazioni previste, quelle del presidente della sezione campobassana di Italia Nostra, Gianluigi Ciamarra, e della presidente della Fondazione Molise Cultura Antonella Presutti, sono state sintetizzate le attività realizzare ma anche le novità apportate.

“Dedichiamo molto spazio alle scuole – ha detto Ciamarra – facciamo formazione e informazione per sensibilizzare i giovani e gli adulti verso la conoscenza dei nostri beni culturali e paesaggistici”.

Elogiando lo spirito costruttivo della tavola rotonda promossa da Fondazione Architetti e Ordine, Ciamarra ha invitato i presenti ad ampliare la mappa dei luoghi del confronto anche alle aree interne che soffrono terribilmente a causa dello spopolamento e, appunto, dell’isolamento dai centri di aggregazione e sviluppo di iniziative.

La tematica delle aree interne è stata raccolta e sostenuta anche dalla presidente Presutti: “Con la Fondazione abbiamo a cuore la tutela e la fruizione di diversi presidi culturali della nostra regione. Cito fra tutti il Teatro Argentino di Agnone ma anche le altre realtà interne coinvolte nei nostri programmi. Credo anch’io, come gli altri interlocutori seduti a questo tavolo – ha chiosato Antonella Presutti – che sia sempre più necessario guardare a tutto il territorio regionale, legando le varie attività promosse ai segmenti di intervento delle nostre associazioni ed enti”.