HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'Direttore generale, il centrodestra attacca Gravina: “La memoria è corta”

Direttore generale, il centrodestra attacca Gravina: “La memoria è corta”

I consiglieri comunali Colagiovanni, Pascale, Fasolino, Passarelli e Esposito difendono la scelta di Roberti e fanno riferimento alle vecchie decisioni dell’ex sindaco di Campobasso


CAMPOBASSO. “La memoria è corta”, così i consiglieri comunali di centrodestra, Salvatore Colagiovanni, Alessandro Pascale, Carla Fasolino, Giuseppina Passarelli e Domenico Esposito, sulle ultime dichiarazioni dell’ex sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, oggi all’opposizione in Consiglio Regionale.

“Abbiamo letto che Gravina ha attaccato il governatore Francesco Roberti per la decisione di prevedere nella pianta organica della Regione Molise la figura del direttore generale, che tra l’altro è inserito in un contesto di riorganizzazione e di maggiore efficienza della macchina amministrativa regionale, passaggio indispensabile nell’opera di risanamento dell’ente”, hanno affermato gli esponenti di Palazzo San Giorgio.

“Restiamo meravigliati delle sue dichiarazioni – hanno affermato i consiglieri comunali – Ricordiamo le decisioni del Roberto Gravina versione sindaco. Pensiamo al nulla-osta concesso a un Dirigente del Comune di Campobasso, passato proprio alla Regione Molise, decisione a causa della quale è rimasto vacante, fino a qualche giorno fa, il posto della Dirigenza all’Avvocatura dell’ente comunale con l’affidamento esterno delle cause più importanti ed onerose. È stato, tra l’altro, l’unico nulla-osta concesso, respingendo le richieste di altri dipendenti comunali che avrebbero voluto fare altre esperienze professionali”.

“Alla Polizia Municipale, per la Direzione Area Polizia Locale, preferì un avviso ex art. 110 (da 81mila euro annui), quindi legato al mandato del sindaco, che oggi non è stato rinnovato, risultando nuovamente vacante la posizione di vertice di un’area, di fondamentale importanza nella vita cittadina, che non riesce a trovare una continuità di direzione e comando, con un malcontento diffuso al suo interno. Tra l’altro, il comandante, più volte invitato in Consiglio comunale e nelle Commissioni, ha sempre evitato di venire a relazionare a Palazzo San Giorgio sulla sua attività. Alla municipalizzata Sea ha modificato lo statuto, eliminando il consiglio d’amministrazione, sostituito da un amministratore unico, accentrando il potere decisionale nelle mani di una persona, in luogo di un organismo in cui si realizza anche un confronto dialettico e di idee. Gravina, dunque, oggi da oppositore predica bene, ma noi che stiamo vivendo questa legislatura sappiamo come razzola malissimo”, hanno concluso i cinque consiglieri comunali di Palazzo San Giorgio.

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