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Rifiuti pericolosi, Arpa pubblica il Report 2023: in calo gli abbandoni, ma resta il pericolo amianto

Nell’anno appena trascorso in Molise sono stati individuati 16 tra discariche abusive e siti di deposito. In molti casi individuati gli autori degli illeciti


CAMPOBASSO. Controllo del territorio, in diminuzione l’abbandono di rifiuti pericolosi, in particolare di manufatti contenenti amianto.

Un dato che si evince dal Report 2023 realizzato da Arpa Molise, dopo i controlli per la ricerca di rifiuti interrati, discariche abusive combustione illecita di rifiuti e reperimento di rifiuti radioattivi.

Nel 2023, sono stati segnalati 16 siti di abbandono di importanti quantitativi di rifiuti eterogenei (urbani indifferenziati, pneumatici, RAEE, ingombranti, amianto, oli minerali esausti, parti di veicoli, rifiuti di demolizione e ristrutturazione, etc.). In 4 siti sono stati rinvenuti manufatti in cemento-amianto (pezzi di vasconi, onduline, canne fumarie), in n. 6 rifiuti derivanti da attività di demolizione e ristrutturazione e in 1 numerosi RAEE (frigoriferi, televisori, computer).

I rifiuti urbani (differenziati e non), i rifiuti ingombranti (mobilio in generale, etc.) e i pneumatici, invece, continuano ad essere una costante in tutte le aree di abbandono. In alcuni dei siti indagati, inoltre, sono emersi elementi utili per risalire ai responsabili. Gli elementi raccolti hanno consentito, così, di individuare i ‘proprietari’ dei rifiuti o i committenti dei lavori e da questi è stato possibile risalire agli autori materiali dell’illecito.

Nel periodo 2014-2023 sono stati effettuati dal Dipartimento di Campobasso 1.124 controlli del territorio, per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. La ricerca di rifiuti interrati viene effettuata con strumenti sofisticati, dall’elettromagnetometro, alla termocamera radiometrica, passando per rilevatori di radiazioni e droni.

Dai dati raccolti in questi anni si conferma anche per il 2023 il progressivo calo del fenomeno degli abbandoni. Un risultato conseguito grazie alla costante attività di controllo del territorio da parte degli organismi di controllo e all’impegno profuso dagli enti locali nelle attività di prevenzione, di rimozione e di smaltimento dei rifiuti abbandonati.

Per quanto riguarda l’amianto, anche nel 2023 si è registrato un calo negli abbandoni, pur non cambiando le modalità di scarico sul territorio. La prassi di abbandono si è ormai consolidata e affinata negli ultimi anni ed è sempre quella di evitare il più possibile il trasporto di manufatti cementizi (onduline, vasconi, canne fumarie, tubature, etc.), troppo visibili e ingombranti, ma di abbandonarli dopo averli frantumati, mescolandoli con i rifiuti edili o nascondendoli sotto quelli urbani o scaricandoli in luoghi difficilmente accessibili.

Una pratica di riduzione volumetrica, precisa l’Arpa, estremamente pericolosa, perché disgregando la matrice cementizia che tiene ‘incollate’ le fibre di amianto, ne aumenta la mobilità nell’ambiente e di conseguenza il rischio di esposizione e di inalazione, sia per chi effettua la frantumazione, che per chi li trasporta e li scarica, che per i cittadini.

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