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Piano operativo sanitario, i pazienti con l’ictus curati in Molise. Nuovo ruolo per gli ospedali e accordo col Neuromed

Novità dalla proposta di Pos 2023/25 pubblicata sul sito della Regione. Sono oltre 1.000 i casi in Molise, tra ischemie ed emorragie cerebrali. Previsto il potenziamento della rete e interventi anche in teleconsulto. E per rendere più rapidi i trasporti dovrà essere attivato l’elisoccorso del ‘Cardarelli’


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Trattare l’ictus in maniera tempestiva, evitando il trasporto dei pazienti molisani negli ospedali di fuori regione.

La proposta di Piano operativo sanitario 2023/25, pubblicata sul sito della Regione per la consultazione, prevede il potenziamento delle attività svolte negli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli e accordi con il Neuromed di Pozzilli, per gestire la fase dell’emergenza e quella successiva dell’assistenza.

La Rete clinico assistenziale per l’Ictus (RIC) viene istituita sulla base del rapporto epidemiologico, secondo quanto previsto dal Ministero della Salute, di 3.200 ictus per 1 milione di abitanti, con una prevedibilità in Molise di circa 1.100 nuovi casi l’anno, di cui circa 850 ischemici, dei quali circa 250 potenzialmente candidabili a trombolisi sistemica e circa 120 potenzialmente suscettibili di trombectomia meccanica.

“L’elevata mortalità in fase acuta – chiarisce il Pos – la possibilità e i limiti temporali della terapia fibrinolitica, l’eventuale trattamento neurochirurgico, impongono di considerare e gestire l’ictus secondo percorsi dedicati e con procedure conformi alle linee guida internazionali. Ciò rende ragione dell’importanza di una adeguata gestione della patologia nella fase pre-ospedaliera, del trattamento durante il ricovero e della rapida fase riabilitativa successiva”.

L’attuale Rete Ictus Ischemico è costituita da una Stroke Unit di I livello (Ospedale di Campobasso – DEA di I Livello) e da due presidi ospedalieri di pronto soccorso (Ospedale S. Timoteo di Termoli e Ospedale Veneziale di Isernia), abilitati alla diagnosi e al trattamento trombolitico in fase acuta dell’ictus, collegati in teleconsulto. In tutti e tre i presidi è possibile eseguire angio TC cranio e collo 24/24h e 7/7gg.

Le prestazioni di II livello per l’ictus ischemico attualmente non vengono erogate in Molise. “I collegamenti verso le strutture appropriate fuori regione su gomma e tramite elisoccorso (elicottero a provenienza dalle regioni limitrofe) – schiarisce il Piano operativo – sono organizzati in modo da consentire una tempistica adeguata al trattamento”. Elemento questo che merita un approfondimento, anche per le valutazioni diverse fatte da pazienti e associazioni. E per la necessità di rendere funzionante l’elisoccorso.

Per quanto riguarda l’ictus emorragico, non sono disponibili presso le strutture pubbliche della regione le specialità ed i servizi necessari per la gestione delle emorragie subaracnoidee (neuroradiologia interventistica e neurochirurgia) e delle emorragie intraparenchimali (neurochirurgia). L’attività neurochirurgica viene svolta dal Neuromed di Pozzilli e rientra attualmente nella Rete ictus, in particolare per quanto riguarda la neurochirurgia. Proprio il Neuromed, da 20016 al 2020 ha ricoverato 2.269 pazienti, che per una quota rilevante (1.886) provengono da altre regioni. I residenti in Molise che sono stati ricoverati con diagnosi di ictus sono stati 383 (pari a circa il 10%).

La riorganizzazione della Rete regionale ictus, al fine di garantire l’equità di accesso e la tempestività nell’effettuazione del trattamento dell’ictus ischemico, prevederà l’effettuazione del trattamento trombolitico presso tutti i Pronto Soccorso degli ospedali regionali, evitando la centralizzazione dei pazienti sull’ospedale HUB di Campobasso. Difatti, grazie alla tecnologia ‘InTouch Health’, si potrà garantire il trattamento trombolitico anche negli ospedali Spoke, presso i quali i pazienti con ictus ischemico giungano con mezzi propri o vi siano trasportati dal 118.

Il sistema telestroke/teletrombolisi collega il Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri di Isernia e Termoli con la Stroke Unit dell’ospedale di Campobasso, dove il neurologo esperto fornirà indicazioni circa la possibilità di effettuare il trattamento trombolitico. Prevista inoltre l’integrazione del SET 118 con la rete dell’ictus e l’attivazione di accordi con il Neuromed, dotato di Stroke Unit di II livello, neurochirurgia e radiologia interventistica, per il trasferimento di pazienti e/o teleconsulti.

Con riferimento all’Ictus emorragico si prevede anche in questo la stipula di accordi col Neuromed, dotato di NCH/radiologia interventistica, teleconsulto attivabile dal pronto soccorso degli ospedali di rete, eventuale trasferimento attraverso d’urgenza, con l’attivazione dell’eliporto posto nell’area dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, l’attivazione di un servizio di radiologia interventistica (radiologia di Campobasso), l’implementazione della formazione del personale del 118, al fine di riconoscere i casi a forte sospetto di ictus e quindi a trasportarli direttamente verso i presidi stroke-ready. Prevista inoltre l’integrazione della struttura privata Neuromed nella rete regionale, anche attraverso sistemi di telemedicina /teleconsulto/ acquisizione di immagini.

La nuova configurazione proposta per la rete è incentrata sul potenziamento del ruolo dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso come Stroke Unit di I livello, attivazione della trombolisi nei due ospedali spoke, che consentirebbe, una volta a regime, di erogare alcune prestazioni da stroke unit di II livello in tempi più brevi rispetto all’invio fuori regione.

“La Regione Molise – chiarisce il Pos – anche in ottemperanza di quanto indicato nella riunione congiunta del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza del 12 aprile 2022, provvederà a regolamentare i rapporti con l’IRCSS Neuromed di Pozzilli per il trattamento dell’ictus ischemico mediante procedura di trombectomia meccanica (Stroke Unit di II livello) e per protocolli operativi per il trattamento dell’ictus emorragico (neurochirurgia)”.

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