Applausi per i due artisti che hanno conquistato il pubblico alle ex scuderie Armieri di Venafro


di Giovanni Petta

VENAFRO. Un successo. Non si può definire altrimenti la messa in scena delle ‘Memorie di un menestrello napoletano’ alle ex scuderie Armieri di Venafro.

Maurizio Santilli e Tiziano Palladino, in una sala gremita e attenta – e con il sold-out già annunciato per la serata successiva – hanno ripercorso la storia della canzone napoletana con scienza e passione, con cuore e ragione.

Lo spettacolo era già andato in scena nel 2008 e, dopo il debutto, era stato portato da Santilli in tutto il mondo: Venezuela, Argentina, Spagna e, naturalmente, in molti teatri d’Italia. La versione proposta a Venafro ha avuto la straordinaria novità dell’innesto del mandolino di Tiziano Palladino.

I due artisti, così diversi tra loro – l’uno, Santilli, attore di cinema e teatro, l’altro, Palladino, musicista e docente al Conservatorio di Potenza – hanno proposto un suono omogeneo e ricercato, strutturando le canzoni con assoluto rispetto della tradizione e intrecciando le linee melodiche e gli appoggi armonici con gusto e con raffinatezza. Non poteva essere diversamente per i valori tecnici messi in campo: per la perizia musicale di Tiziano Palladino e per la passione, per la voglia e il desiderio di mettersi al servizio dell’arte che va sempre riconosciuto a Maurizio Santilli quando lavora, prima da autore e poi da attore, ai suoi spettacoli.

Così, notizie storiche e di costume, aneddoti relativi al momento in cui i grandi autori della tradizione napoletana hanno scritto i loro capolavori, hanno fatto da collegamento tra l’una e l’altra canzone, in una sorta di prosimetro da palco che è stato molto apprezzato dal pubblico. Da Libero Bovio a Ernesto Murolo, da Raffaele Sacco a Edoardo Nicolardi… gli autori sono stati citati e raccontati nella capacità  di fermare, con la loro specificità artistica, la bellezza di una città conosciuta in tutto il mondo per la sua unicità, soprattutto musicale.

Il pubblico ha seguito attento ogni narrazione per poi abbandonarsi alla parte lirica che è arrivata sempre con grande poesia. Ecco: è la poesia l’elemento più evidente della proposta di Santilli e Palladino. Le canzoni della tradizione napoletana vengono proposte con una evidenziazione importante del nucleo ispirativo, di quell’istante denso e risolutivo che il poeta e il musicista hanno colto in un evento osservato nella quotidianità e che sono poi riusciti a tradurre in emozione da porgere al pubblico.

In ‘Memorie di un menestrello napoletano’, Maurizio Santilli e Tiziano Palladino fanno proprio questo: ripercorrono una storia importante della nostra cultura, la porgono con un rispetto quasi religioso e mettono in evidenza il distillato di luce e tenebra, di ottimismo e tragedia, che solo Napoli riesce a tenere insieme nella bellezza dell’arte.

In questo modo, i due artisti portano gli ascoltatori in una dimensione di sospensione e di partecipazione… si ascolta in silenzio… ma spesso si partecipa cantando… non riuscendo a trattenere ciò che è ormai presente nel Dna culturale di ogni italiano se non addirittura di ogni abitante del Pianeta. E alla fine si applaude soddisfatti, grati per tanta Bellezza condivisa.