L’ufficialità da parte della FIVB, la Federazione Internazionale, è di poche ore fa, ma la notizia era nell’aria già da tempo per meriti acquisiti sul campo


di Camillo Pizzi

ISERNIA. C’è già un molisano sicuro di partecipare ai prossimi Giochi Olimpici in programma a Parigi dal 26 luglio all’11 agosto prossimi. Non è un atleta e non è neanche una “prima volta” per lui. Si tratta dell’arbitro di pallavolo Stefano Cesare, ormai romano di adozione, ma di origini di Isernia (dove ha vissuto tutta la sua gioventù pur essendo nato a Torino) che è alla sua terza partecipazione alle Olimpiadi (se non un record, ci manca davvero poco!) e che rappresenterà l’Italia nel volley tra i direttori di gara.

L’ufficialità da parte della FIVB, la Federazione Internazionale, è di poche ore fa, ma la notizia era nell’aria già da tempo per meriti acquisiti sul campo. Classe 1970, arbitro di pallavolo dal 1999 (ha cominciato proprio nella sezione del capoluogo di provincia molisano), internazionale dal 2007, premiato quale miglior fischietto italiano per diverse stagioni, direttore di gara di innumerevoli finali scudetto e dell’ultima finale dei Campionati Europei femminili, Cesare è già stato protagonista nella manifestazione “a cinque cerchi” nei tornei di beach volley, dirigendo da primo arbitro la finale femminile ad Atene 2004 e quella maschile a Pechino 2008.

Raggiunto telefonicamente, Cesare non nasconde la sua soddisfazione, unita alla modestia e al suo grande senso di “italianità”. “Inutile nasconderlo, sono contentissimo anche perché questa designazione arriva nel pieno della maturità e posso dire che affronterò questa esperienza con grande concentrazione ma senza stress, accettando tutto quello che il programma mi prospetterà, passo dopo passo. Ma ci tengo subito a precisare che sono il primo tifoso delle nostre nazionali. Vorrei vedere sia la maschile che la femminile (allenate rispettivamente da Fefè De Giorgi e Julio Velasco – n.d.r.) andare più avanti possibile e, di conseguenza, io rinuncerei volentieri alle finali se l’Italia andasse avanti nei due tornei. Poi è normale che possa avere ambizioni personali, ma la priorità resta la vittoria degli azzurri”. E a riprova di quanto affermato, le tante foto ed i video della finale degli ultimi mondiali maschili del 2022 che videro trionfare l’Italia di Giannelli e Michieletto, con Cesare nelle vesti quasi da ultras a tifare in tribuna malgrado proprio l’accesso degli azzurri alla partita valida per l’oro gli avessi sbarrato la strada per la prestigiosa direzione di gara.

La partecipazione alle Olimpiadi coronerà una annata ricca di impegni quasi no-stop. Ma guai a parlare di “pensione” con Stefano Cesare. “Mi concederò solo una settimana di vacanza con la mia famiglia sulle Dolomiti dopo una stagione molto intensa, tra campionati, coppe europee e le gare delle nazionali nella Vnl che mi vedrà impegnato prima nella tappa di Hong Kong e poi nelle finali femminili in Thailandia. Per cui conto di arrivare a Parigi qualche giorno prima dell’inizio e cominciare la preparazione con i vari meeting prima delle partite ufficiali. Di certo, però, i Giochi non sono il mio traguardo finale, cioè non smetterò di arbitrare dopo le Olimpiadi. Non mi pongo dei traguardi specifici, ma voglio proseguire il mio percorso, magari festeggiando le 600 partite arbitrate in serie A”.

Un pensiero, poi, va alla sua famiglia, alla moglie e alle sue tre figlie. “Sono loro la mia forza ed il mio sostegno, soprattutto quando, per le lunghe trasferte e gli impegni consecutivi, non riesco a stare con loro per periodi non brevi. Loro mi sostengono e fanno sempre il tifo per me”.

E, a tal proposito, davvero molto bella (e piena di orgoglio, oltre che di amore) la lettera scritta dalla figlia Rebecca (13 anni ) dopo l’ufficialità della notizia e postata dallo stesso Stefano Cesare sul suo profilo Facebook. “E adesso? E adesso posso dirlo finalmente… Il mio papà andrà ad arbitrare la sua 3 olimpiade (prima nella pallavolo…). Io so perfettamente quanto lavoro ci hai messo e per quanto tempo hai provato a raggiungere questo traguardo; sono passati ben 5646 giorni dal giorno della tua ultima e seconda olimpiade nel beach volley. Diciamolo anche sei entrato nella storia, perché mai nessun italiano ha mai arbitrato 3 volte le Olimpiadi (in 2 sport diversi)! Oggi eravamo in macchina insieme quando è arrivata LA MAIL, io te e le mie sorelle. La mail l’ho letta io e nei tuoi occhi c’era una gioia e una felicità immensa che io ricorderò per sempre. Si papà, possiamo dirlo! Il tuo sogno si è avverato (anche se un pochino pochino ce lo aspettavamo eheh!). Sei una stella papà, sei sempre allegro e io ti stimo tantissimo, non ti arrendi mai. Ora torniamo a nominare queste benedette Olimpiadi che da 3 anni a questa parte in casa nostra erano le famosissime ”innominabili”. Non so cosa dire, non ho parole, però so per certo che hanno fatto la scelta migliore che potevano fare e so anche che rappresenterai al meglio la nostra cara Italia. Nei primi 16 del mondo? Eh sì proprio così. Un’ultima cosa la voglio dire, non è mio solito, ma: sono tanto fiera di te, papà!”.