HomeNotizieCULTURA & SPETTACOLIIsernia e la 'Curaesëma': tradizioni che resistono al tempo che passa

Isernia e la ‘Curaesëma’: tradizioni che resistono al tempo che passa

L’antico rito rivive grazie alla passione delle ragazze e dei ragazzi del Reparto Scout di Isernia 3. Appuntamento in piazza Giustino D’Uva


ISERNIA. Le tradizioni che resistono al tempo che passa: né è esempio la Curaesëma (Quaresima) che, grazie alla passione delle ragazze e ragazzi del Reparto Scout Isernia 3, torna anche quest’anno in piazza Giustino D’Uva.

La Curaesëma è costituita da un cono di discrete dimensioni, sulla cui sommità è raggomitolata quella che dovrebbe essere una testolina di una bambola.

La figura, appesa ad un filo metallico, è una sorta di pupattola vestita di nero, corredata d’una scopa fatta di fili di saggina. Alla base del cono c’è un telaio circolare da cui pendono alcuni cibi che sono il menù quaresimale: baccalà, aringhe, peperoncino, cipolla, aglio, una bottiglietta d’olio, una bottiglietta di vino rosso, un po’ di pastasciutta, frutta secca. Il tutto è completato da una patata nella quale sono infisse sette penne di gallina che, poi, vengono tolte, una alla volta, ad ogni domenica, fino a Pasqua.

La pupattola rappresenta “una vecchia e nera signora” è il simbolo del digiuno pre-pasquale.

Le guide e gli esploratori del Reparto Scout Isernia 3 (Parrocchia Santa Maria Assunta) continuando questa tradizione per la valenza culturale, simbolica e religiosa, innalzeranno la Curaesëma, domani 13 febbraio (ultimo giorno di Carnevale) alle ore 17 e verrà rimossa nella giornata del sabato santo.

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