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Sanità, l’opposizione punta il dito sulle ‘ombre’ del nuovo Pos: “Molise condannato all’eterno commissariamento”

Le parole degli esponenti del M5s e della dem Fanelli, dopo la seduta monotematica di oggi del Consiglio regionale


CAMPOBASSO. Un Piano operativo sanitario con tante ombre e poche luci. Così i consiglieri del M5s hanno definito il Pos 2023/25 presentato dalla struttura commissariale, di cui si è discusso oggi in Consiglio regionale, nella seduta monotematica dedicata alla sanità.

“Più che un documento di programmazione è evidente che siamo di fronte a un piano di intenzioni operative mirato alla totale e definitiva privatizzazione della sanità pubblica. Un piano che condanna il Molise al perpetuo commissariamento – hanno affermato i consiglieri del M5s – Nella seduta monotematica odierna, ancora una volta, abbiamo ribadito la necessità di rivedere le scelte sul futuro di Emodinamica di Isernia, dell’Hospice di Larino, del Centro unico di prenotazione (Cup), della rete di emergenza urgenza e dei contratti con i privati accreditati. Per quanto riguarda il reparto salvavita del ‘Veneziale’, abbiamo chiesto con forza di scongiurarne l’accorpamento, quindi la chiusura e qualsiasi depotenziamento dei servizi a tutela dell’intera provincia di Isernia. A riguardo il governo regionale predica bene, ma razzola male. Né la Regione né la struttura commissariale sono state chiare, inoltre, sul destino dell’Hospice di Larino per cui ci sarebbe l’intenzione di trasferirlo in altra sede. Una decisione inaccettabile per una comunità già privata di troppi servizi”.

In merito al Centro unico di prenotazione, hanno affermato i Cinque stelle, nel Pos non vi è alcun riferimento all’ingresso nel sistema dei privati accreditati come previsto dalle normative vigenti in ambito nazionale. Un modo per abbattere le liste d’attesa. Quindi la rete dell’emergenza-urgenza, che continua ad ‘annaspare’ a causa della carenza di personale e di un non definito accordo con le associazioni di volontariato. E ancora gli ospedali di comunità, per cui non risultano ancora sottoscritti i nuovi contratti per l’anno 2024.

“Sul tema si registra il solito scaricabarile tra Regione, struttura commissariale e ministeri. Così facendo restano appese al filo dell’incertezza situazioni importanti come quella relativa all’extrabudget – hanno concluso i pentastellati – Quello che abbiamo chiesto, quindi, non è altro che uno scatto di orgoglio a difesa degli interessi dei molisani, ribadendo che non è nostra assoluta intenzione andare contro le strutture accreditate. Al tempo stesso non è possibile assistere o peggio essere complici del conclamato processo di privatizzazione della sanità pubblica”.

Entrando nel merito il consigliere del M5s Roberto Gravina ha definito “inclusivo e apprezzabile l’approccio e la professionalità con la quale i responsabili della struttura commissariale hanno illustrato la bozza del nuovo Pos”.

Lo stesso Gravina ha sottolineato l’importanza di affrontare con decisione e determinazione le criticità presenti nel sistema sanitario regionale, tra cui la sua sostenibilità economica, la carenza di personale e la mobilità passiva.

“Sottolineando che il Pos, come è normale che sia, affronta e stabilisce quello che è il fabbisogno, il vero dramma che vive la nostra regione e che impedisce l’attuazione di misure efficaci in ambito sanitario è la fiscalità deficitaria dell’ente regionale – le parole di Gravina.  Basti pensare che nel bilancio di previsione della Regione Molise 2023/2025 è certificato un calo del gettito Irap di circa 25 milioni. Se cala l’Irap -cala drasticamente la possibilità da parte della Regione di finanziare la sanità regionale in autonomia in un momento, fra l’altro, nel quale si sta per abbattere in particolar modo sulle regioni del Sud, la tagliola della riforma dell’autonomia regionale con tutto quello che ci porterà purtroppo in dote. Una regione che non si occupa di incrementare e migliorare in modo autonomo la propria fiscalità è una regione che finisce per non occuparsi concretamente dei famosi Lea, che non si preoccupa del superamento reale del commissariamento, e che, invece, non pone la necessaria attenzione sulla evidente e certificata insostenibilità del sistema sanitario regionale”.

Resta la preoccupazione per la volontà del governo Meloni di voler abolire il Payback sanitario, ovvero quel meccanismo imposto dal legislatore consistente nella restituzione – da parte delle aziende del comparto sanità – dell’importo pari al 50% delle spese in eccesso effettuate dalle singole Regioni. Cosa che potrebbe portare la Regione Molise a perdere 13 milioni l’anno. Se ciò avverrà la Regione Molise perderà, grazie al Governo nazionale, altri 13 milioni.

Resta il tema della carenza di personale sanitario e restano i problemi della sanità pubblica, con Gravina che ha detto dei apprezzare l’impegno preso dai commissari sulla volontà di porre un freno alla mobilità passiva, anche utilizzando le strutture dei privati accreditati.

“Come si pone il Governo regionale rispetto alla questione sanitaria? Un interrogativo a mio avviso fondamentale, perché altrimenti non si riesce a capire se la discussione politica, la vertenza Molise, è aperta o no. La differenza tra il Consiglio è l’audizione tecnica dei commissari in Commissione è tutta qui – ha affermato la consigliera del Pd Micaela Fanelli – Le risposte che cerco sono politiche. Dobbiamo capire quale vertenza la Giunta regionale di centrodestra vuole aprire con il Governo. Se rivendichiamo il Decreto Molise, capiamo se sarà possibile procedere con assunzioni migliori per gli operatori sanitari. Altrimenti siamo di fronte alla desertificazione del personale. Se si riduce il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale in termini percentuali si va verso la privatizzazione, che fa il paio con l’autonomia differenziata e con la privatizzazione delle Poste. Si tratta di un modello e il mio non è quello della privatizzazione. Per questo è necessario un aumento Fondo Sanitario Nazionale. Il Molise deve aprire una vertenza perché con questi numeri e queste caratteristiche territoriali non bastano certo alcuni posti letto in più. Il Molise figura tra le regioni che non raggiungono la sufficienza rispetto all’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. E questo – ha concluso Fanelli – vuol dire che oggi andiamo alla mensa della Caritas pagando il costo di un ristorante stellato”.

Come ha evidenziato la capogruppo del Pd, Alessandra Salvatore, “dopo Cesa e dopo i parlamentari di centrodestra, anche il presidente della Giunta Roberti e la sua maggioranza ritengono di dovere abbandonare l’idea del Decreto Molise e dell’azzeramento del debito sanitario molisano”.

“E’ stata respinta la nostra richiesta di fare pressione – ha affermato Salvatore – per ottenere dal Governo Meloni interventi analoghi a quelli di cui beneficiò il Governo Iorio nel 2007, quando, a fronte di un debito sanitario accumulato tra il 2001 e il 2005, pari a quasi 400 mln di euro, ottenne dal Governo Prodi quasi 400 mln di euro, per l’azzeramento quasi totale del debito sanitario e sottoscrisse il piano di rientro con l’impegno a riportare la sanità regionale su binari virtuosi. Cosa che non è accaduta. E’ stata respinta la nostra richiesta di ottenere, dunque, l’azzeramento del debito, e, con esso, la revoca del commissariamento e di lottare per le necessarie deroghe ad alcuni dei criteri fissati dal D.M. 70/2015 (deroghe indispensabili per la nostra regione, tenuto conto della sua morfologia, della dislocazione di gran parte dei comuni in zone disagiate o aree interne, delle infrastrutture viarie del tutto inadeguate), così da ripristinare, ad esempio, presso il Cardarelli, il reparto di Neurochirurgia e di Neuroradiologia Interventistica, indispensabili per consentire la gestione dei politraumi e degli ictus, ischemici ed emorragici, con la tempestività necessaria per mettere in sicurezza la vita e l’integrità psico-fisica dei cittadini”.

Richieste respinte, afferma ancora Alessandra Salvatore, per la salvaguardia di Emodinamica sul territorio, a partire da Isernia e per il riequilibrio del rapporto tra la sanità pubblica e quella privata convenzionata (anche per quello che riguarda la rete riabilitativa), sia in termini di posti letto, sia in termini di budget previsto, in modo da ripensare alle convenzioni con le eccellenze del privato convenzionato in funzione del pubblico. Tra le criticità la carenza di personale, il 118, la mancata attivazione di una medicina territoriale e di prossimità, domiciliare e distrettuale, da progettare tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità del territorio e delle sue comunità, sempre più anziane.

“Il centrodestra regionale – ha concluso Salvatore – ha deciso di abbandonare tutte le strabilianti proposte/promesse fatte in campagna elettorale, sia alle politiche del 2022, sia alle regionali del 2023. Nonostante questo, non rinunceremo ad insistere con le nostre proposte, perché la versione definitiva del Programma Operativo sia quanto più rispondente possibile alle esigenze di rafforzamento strategico della sanità regionale pubblica ed a quelle di tutela della salute e della vita dei cittadini molisani”.

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