Isernia, caos bollette: cittadini in rivolta. “Come li pago 1800 euro se prendo 700 di pensione!?” (VIDEO)

Il comitato civico con portavoce Emilio Izzo ha tenuto un sit in di protesta davanti alla sede di Ica Creset, che nelle ultime settimane ha fatto pervenire cartelle da capogiro


di Pietro Ranieri

ISERNIA. Continua la protesta dei cittadini di Isernia contro il caos bollette dell’acqua e la società di riscossione Ica Creset. Dall’inizio di gennaio 2024, l’azienda ha fatto pervenire agli utenti centinaia di solleciti di pagamento per l’acqua, molti dei quali fanno riferimento, però, a bollette già saldate. Altre persone hanno lamentato discrepanze anche sulle altre imposte comunali come la Tari. Peggio ancora, molti utenti rilevano di aver ricevuto ingiunzioni legate a situazioni già chiarite in precedenza. Pratiche, quindi, mai smaltite dall’azienda nonostante gli avvisi ricevuti dagli utenti.

Inoltre, spesso gli importi sono sbagliati – in eccesso – e questo comporta comprensibilmente l’ira dei residenti, che vogliono spiegazioni, soprattutto quando hanno già provveduto a chiarire e saldare il richiesto. Oltre al danno, poi, c’è la beffa, con cartelle che ingiungono pignoramenti e fermi dei beni. Emblematico il caso di un utente, pensionato e nonno, che si è visto recapitare una bolletta cumulativa di ben 1800 euro. “Mi hanno proposto una rateizzazione – riferisce – ma io prendo 700 euro di pensione, come li pago 1800 euro!?“.

Una situazione per molti insostenibile, che ha fatto scattare diverse proteste e la nascita del comitato ‘Io non pago’. I portavoce, Emilio Izzo e Tiziano Di Clemente hanno incontrato questa mattina, 15 febbraio, il prefetto di Isernia Franca Tancredi, con la quale – sottolinea Izzo – c’è stata intesa rapida e collaborazione civile. Ella stessa si è fatta promotrice di un’istanza per la convocazione di un tavolo che riunisca i membri del comitato, il Comune di Isernia e la stessa società Ica Creset – inizialmente non considerata in quanto non più gestrice delle riscossioni da ormai due anni.

Nel pomeriggio, i membri del comitato hanno svolto un sit in di protesta davanti alla sede della società di riscossione in via Farinacci, per portare a conoscenza della cittadinanza quanto emerso dall’incontor col prefetto. Il prossimo passo è la richiesta di un intervento d’autorità al fine di giungere alla revoca delle bollette e ad una nuova emissione, “non prima di aver fatto i dovuti controlli d’ufficio da parte della società e giammai costringere i cittadini a file di rabbia ed ingiustizie per dimostrare evidenti errori o procedure a tappeto nient’affatto rispondenti delle logiche di regolarità e di rispetto della cittadinanza”.

I dettagli nel servizio in evidenza.