Gli inquirenti, in conferenza stampa, hanno fatto il punto sull’indagini ora concentrate su arma e movente. Il carcere per l’assassinio Todorov Rayco il 39enne di Santa Croce di Magliano


LARINO. Indagini lampo che, nel giro di 72 ore, hanno consentito di identificare e arrestare il presunto assassino e che ora sono concentrate sulla ricerca dell’arma del delitto e del movente.

Conferenza stampa questa mattina in Procura a Larino per fare il punto sull’omicidio di Todorov Rayco, il 37enne ucciso con tre violenti colpi alla testa nelle campagne di Santa Croce di Magliano.

Presenti all’incontro con i giornalisti la procuratrice capo di Larino Elvira Antonelli, insieme al colonnello Luigi Dellegrazie comandante provinciale dell’Arma, al il comandante dei Carabinieri della Compagnia di Larino Cristian Petruzzella e al sostituto Marianna Meo.

Nei prossimi giorni, è atteso l’intervento dei carabinieri del Ris. A loro il compito di eseguire una serie di accertamenti scientifici di alto profilo sui reperti che sono stati sequestrati  sulla scena del crimine. Si tratta di indumenti macchiati di sangue, alcuni di probabile appartenenza del fermato, anche oggetti contundenti e attrezzi agricoli tra i quali potrebbe nascondersi l’arma del delitto.

Intanto il 39 novembre di Santa Croce di Magliano Enio Amorfino si trova nel carcere di Larino in seguito alla convalida del Gip Federico Scioli che pur non ravvisando il pericolo di fuga ha rililevato indizi “gravi, precisi e concordanti” in capo all’uomo.

Quella sera era sul posto – zona sul confine tra Molise e Puglia – perché, pare, incaricato di fare il guardiano ai mezzi meccanici parcheggiati contro furti.