La mozione della consigliera del Pd


CAMPOBASSO. “Privatizzare Poste Italiane comporterebbe il rischio reale della perdita di centinaia di uffici sul territorio nazionale, con conseguente riduzione dei lavoratori impiegati e dei servizi resi alla popolazione”. Ne è certa la consigliera regionale del Partito democratico Micaela Fanelli.

“Il Gruppo Poste Italiane – ha scritto Fanelli – svolge un ruolo preminentemente pubblico sia dal punto di vista della sua diffusione nel territorio e del servizio di prossimità che esso offre, sia nella raccolta del risparmio di milioni di cittadini che continuano a vedere Poste Italiane come un’interfaccia dello Stato stabilendo, per questo, un profondo rapporto fiduciario. Per questo non può che essere vista con sospetto l’immissione sul mercato dell’ulteriore 30% del Gruppo Poste Italiane che, pertanto, porterà una delle principali aziende del Paese partecipate dal pubblico alla totale privatizzazione dopo aver dismesso, nel 2015, il 35% del capitale e dopo aver ceduto un’altra quota pari al 35% a Cassa Depositi e Prestiti”.

“Uno scenario da brividi – ha spiegato l’esponente dem – avverso il quale, come al solito, non si registrano prese di posizione da parte del Governo regionale di centrodestra, che a otto mesi dal suo insediamento, sembra teso unicamente ad avvallare, con il silenzio, lo smantellamento dello stato sociale perpetrato dal Governo Meloni. Dopo l’autonomia differenziata, anche sulla svendita ai privati di Poste Italiane, che avrà pesanti ripercussioni anche e soprattutto in Molise. E ancora una volta – ha concluso la consigliera regionale – quanto meno per comprendere quale sia l’intenzione del Governo regionale, come Gruppo del Partito Democratico abbiamo protocollato in Consiglio regionale una mozione per chiedere che l’intera Aula si esprima contrariamente all’intenzione del governo di dismettere la quota di maggioranza delle azioni di Poste Italiane, chiedendo anche che ogni decisione in merito sia subordinata al confronto con le istituzioni territoriali ed i lavoratori, onde evitare di aumentare in Molise la desertificazione dei servizi fondamentali, tra i quali si annoverano a pieno titolo anche quelli postali”.