POLITICA & ATTUALITA'

Autonomia differenziata, il Consiglio regionale istituirà una Commissione di studio. L’opposizione: “È la chiusura del Molise”

Oggi la seduta monotematica richiesta dall’opposizione, che ha espresso una posizione nettamente contraria al progetto di riforma Calderoli. Dibattito in aula e protesta davanti a Palazzo D’Aimmo di Cgil e Ali Molise


CAMPOBASSO. Autonomia differenziata, il Consiglio regionale del Molise ha approvato a maggioranza un ordine del giorno presentato dal sottosegretario alla presidenza della Giunta, Vincenzo Niro, e sottoscritto dagli altri consiglieri della maggioranza di centrodestra.

L’atto di indirizzo impegna il presidente della Regione, Francesco Roberti, e il presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, a promuovere l’istituzione di una Commissione speciale regionale di studio, supporto, consulenza e analisi sul tema ‘Autonomia differenziata delle Regioni a Statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, 3 comma, della Costituzione’, finalizzata a sostenere l’azione propositiva del governatore in tutte le fasi attuative.

La seduta monotematica di oggi, presieduta dal vice presidente Stefania Passarelli, era stata richiesta dai consiglieri di minoranza Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla, Andrea Greco, Roberto Gravina, Angelo Primiano e Massimo Romano, che avevano presentato una mozione contro l’autonomia differenziata, non approvata.

Duro lo scontro politico in aula, così come le posizioni espresse dai consiglieri di minoranza. Una posizione contro l’autonomia differenziata supportata dal sit-in davanti a Palazzo D’Aimmo di Cgil e Ali Molise.

“Il disegno di legge sull’autonomia differenziata finirà per aumentare le disuguaglianze già esistenti tra Nord e Sud: un provvedimento ‘spacca-Italia’ che getta le premesse per la fine dei diritti dei molisani, su tutti quello alla salute – hanno dichiarato i consiglieri del M5s – Questo sciagurato disegno va contrastato, senza se e senza ma. Invece la maggioranza, anche stavolta, preferisce eseguire gli ordini che arrivano da Roma piuttosto che far valere le ragioni dei molisani. Eppure, le conseguenze del ddl leghista sono potenzialmente devastanti per il futuro di milioni di cittadini del Sud, destinati a non beneficiare di certi servizi, o a beneficiarne in termini del tutto insufficienti. Oggi, quindi, appare evidente che questo centrodestra non ha a cuore il futuro del Sud e dei molisani, ma mira esclusivamente alla privatizzazione di ogni comparto”.

“Il provvedimento – hanno chiarito ancora i Cinque stelle – riguarda infatti settori cruciali come la sanità, l’istruzione, i trasporti locali e l’energia. Tutti settori che in Molise pagano già lo scotto di un tragico indebitamento e di una gestione politica che nel corso delle legislature non ha fatto altro che comprimere all’inverosimile diritti come quello alla salute, all’istruzione o alla mobilità. In caso di approvazione del disegno leghista, il futuro di questi settori dipenderà dalla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, i Lep serviranno a stabilire, ad esempio, che le scuole debbano avere un minimo di studenti, con costi di un certo tipo, oppure che debbano avere anche le mense, con costi totalmente diversi. E Svimez calcola che serviranno fino a 100 miliardi di euro all’anno per finanziare seriamente i Lep. Ma queste risorse semplicemente non esistono. E il centrodestra, in tal senso, ha già tagliato 60 miliardi alle pensioni degli italiani, tagliato ogni misura di investimento, definanziato la sanità pubblica in rapporto al Pil, tagliato 3,5 miliardi dal Fondo per la perequazione infrastrutturale. Quindi ha già dimostrato di non avere la voglia e la possibilità di trovare risorse per finanziare i servizi nelle Regioni più fragili, quelle che hanno il diritto di veder colmati i loro ritardi”.

“Inutile dire che il centrodestra molisano avrebbe dovuto tenere la schiena dritta di fronte a questo provvedimento scellerato che penalizza la nostra regione. Avrebbe potuto farlo, ad esempio, trovando soluzioni serie in merito al deficit sanitario. Invece la maggioranza non ha saputo fare altro che indossare i paraocchi e obbedire agli ordini di partito. Evidentemente – hanno concluso i consiglieri del M5s – l’obiettivo è far gestire più risorse a qualche gruppo di potere, mentre l’austerità cieca del Governo lascerà zero risorse in dote ai territori in difficoltà come il nostro. Ognuno dei membri della maggioranza, quindi, oggi è artefice della futura privatizzazione della sanità e della definitiva chiusura della Regione Molise”.

“Autonomia differenziata, una riforma dannosa per l’Italia intera – questa la posizione della consigliera del Pd Micaela Fanelli – indispensabile però per il ‘patto scellerato’ il baratto politico tra l’autonomia differenziata della Lega Nord e il premierato invocato da Fratelli d’Italia. In mezzo, immobile, prona, pronta ad obbedire e sacrificare tutti i diritti dei molisani, la maggioranza di centrodestra guidata da Francesco Roberti. Che si dichiara a favore, addirittura spiegando che ci saranno maggiori opportunità per il Molise, ma non spiegando come. E secondo il più classico copione della peggiore politica, invece di prendere posizione, invece di articolare con atti, fatti e dati la linea politica della maggioranza, propongono una inutile commissione di studio, fingendo di non sapere che non porterà a nulla. Una ‘supercazzola’ di proporzioni cosmiche, utile solo a confermare la totale insipienza del centrodestra”.

“Hanno invece argomentato e spiegato nei dettagli la pericolosità dell’autonomia differenziata autorevoli e indipendenti istituzioni, quali la Banca d’Italia, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, la Commissione Europea, centri studi quale quello della Svimez, rappresentanze d’impresa come la Confindustria e i sindacati, che hanno documentato gli effetti devastanti che  produrrebbe per tutte le Regioni, Molise in primis – ha precisato Fanelli – Come verrà garantito il rispetto dell’articolo 119 della Costituzione? Come sarà possibile la determinazione dei Livelli essenziali delle Prestazioni  (Lep) a finanza invariata, senza alcuna previsione di stanziamenti economici atti a colmare i divari territoriali? Con quali soldi saranno garantiti i servizi? Come si tutelerà l’unità del Paese se ci sarà la possibilità di trasferire alle Regioni la competenza legislativa esclusiva per tutte le 23 materie indicate dall’articolo 117, cioè per campi e settori fondamentali per la vita del Paese (sanità, scuola, ambiente, infrastrutture, energia, rapporti con l’UE, contrattazione, sicurezza sul lavoro), delineando di  fatto la trasformazione della Repubblica, una e indivisibile, in una somma di micro-stati autonomi e in concorrenza tra loro e con lo Stato? E Francesco Roberti, che ha fatto e vinto con noi la battaglia sulla ripartizione del fondo di solidarietà ai Comuni (grazie al quale Termoli ha ottenuto un milione di euro in più per le sue politiche sociali, così come tutti i comuni molisani hanno visto accrescere i fondi statali e tutti quelli del Sud Italia), perché oggi cambia opinione? E lo fa dopo aver partecipato, sempre con noi, alle manifestazioni contro l’autonomia differenziata promosse da Ali nazionale a Napoli il 17 marzo 2023 e poi a Roma il 7 ottobre? Da sindaco di Termoli era contro l’autonomia differenziata, da presidente della Regione è a favore, ma non lo spiega in maniera compiuta, perché non può farlo”.

“E allora, la prima domanda che ho rivolto a tutta la maggioranza, su quali materie chiederemo la competenza e soprattutto con quali risorse? Come pagheremo i docenti? Come garantiremo i trasporti? Come sosterremo la Sanità regionale (già oggi senza fondi) se le Regioni più ricche potranno trattenere il cosiddetto residuo fiscale che oggi alimenta il nostro sistema sanitario regionale? Saremo noi che dovremo istituire e finanziare una nostra autorità dei trasporti, quando non riusciamo a garantire neanche il controllo della bigliettazione? Saremo noi chiamati ad aiutare le nostre imprese con politiche industriali, ma con quali fondi? E come faremo a disciplinare in autonomia la finanza locale dei nostri 136 comuni? Lo abbiamo chiesto alla Presidenza, alla Giunta e alla maggioranza di centrodestra, senza ottenere un briciolo di risposte sensate, argomentate, sorrette da dati certi e incontrovertibili – sempre la dem – Come, invece, ha fatto il Governo nazionale, che ha decurtato a 800 milioni i 4,4 miliardi di euro inizialmente previsti per la perequazione infrastrutturale, cioè per assicurare i fondi necessari alle strade del Meridione”.

“In più, scrivendo nel DDl Calderoli, non che i livelli essenziali saranno finanziati, ma solo determinati.  Per la Banca d’Italia servirebbero 100 miliardi di euro, ma se si consentirà alle Regioni più ricche di trattenere sul proprio territorio il gettito fiscale, dove prenderemo i soldi per aiutare le regioni più povere, se l’autonomia differenziata si farà a “finanze invariate”. Sorge il dubbio che Roberti e la sua maggioranza non abbiano compreso la portata devastante dell’autonomia differenziata per il Molise. Mentre si è compreso benissimo che, pur di non dare fastidio a Roma, sono pronti a sacrificare tutti, ma proprio tutti i diritti dei molisani. Loro, perché noi, insieme ai sindacati, alle associazioni, ai cittadini che non vogliono piegare la schiena, siamo pronti alla mobilitazione (già da venerdì prossimo, con il professor Gianfranco Viesti, alle ore 15 a Campobasso presso la Scuola Edile del Molise) e anche al referendum – ha concluso Fanelli – per amore dell’Italia una e indivisibile e per amore del nostro Molise,  per il quale il centrodestra, a Roma e a Campobasso, ha già pronto l’epitaffio”.

Carmen

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