Le terapie più efficaci per prevenire e trattare questa patologia: risponde il dottor Guido Di Marzio, medico specialista isernino


ISERNIA. Che cos’è la cataratta? Come si manifesta? Quali sono le terapie più efficaci? A queste domande risponde il dottor Guido Di Marzio, medico specialista Oculistica ad Isernia. 

“La cataratta – spiega il professionista – è un’opacizzazione della lente naturale contenuta nei nostri occhi (cristallino), collocata tra l’iride (la parte colorata dell’occhio) e il corpo vitreo (sostanza gelatinosa che riempie la parte posteriore del bulbo oculare). E’ una patologia molto frequente, infatti rappresenta la prima causa al mondo di ipovisione (anche se quasi sempre reversibile). In genere tende a colpire entrambi gli occhi, ma di solito non contemporaneamente. La formazione della cataratta è un processo che in genere si sviluppa lentamente, ma che alla fine interferisce con la visione. I sintomi riferiti più comunemente sono: visione offuscata, visione doppia, difficoltà a vedere di notte, ipersensibilità alla luce con sensazione di abbagliamento, visione di aloni colorati intorno alle luci”.

Ma quali sono le cause che possono portare allo sviluppo di tale patologia?
“Le cause sono molteplici, ma generalmente si tratta di un processo legato all’invecchiamento. Tuttavia, vari fattori possono favorire questa patologia e tra essi ricordiamo: il fumo, le radiazioni ultraviolette, l’uso a lungo termine di steroidi e altri farmaci, la radioterapia, alcune malattie, sia oculari (come le uveiti), sia sistemiche (come il diabete). Esistono, inoltre, forme particolari di cataratta, come la cataratta congenita presente fin dalla nascita e quella post-traumatica.

Si può prevenire?
“In parte è possibile ridurre il rischio di sviluppare la cataratta adottando alcune precauzioni come: proteggere gli occhi dai raggi UV indossando occhiali da sole, effettuare visite oculistiche regolari, smettere di fumare, mangiare frutta e verdura che contengono antiossidanti, ovvero condurre uno stile di vita sano”.

Come si pone diagnosi di cataratta? 
“Per la diagnosi sono necessari specifici strumenti, per cui è opportuno effettuare periodicamente una visita oculistica completa. L’oculista valuterà il visus, la pressione oculare ed esaminerà attentamente l’occhio per determinare il tipo di cataratta e per escludere eventuali ulteriori alterazioni che potrebbero contribuire alla riduzione della qualità visiva”.

Quali sono le possibili terapie?
“L’unico trattamento possibile è quello chirurgico. È l’intervento chirurgico più effettuato al mondo, si esegue quasi sempre in anestesia topica mediante l’instillazione di gocce anestetiche ed è generalmente molto sicuro con un alto tasso di successo. Si tratta di andare ad asportare il cristallino catarattoso e sostituirlo con una piccola lente artificiale. La cataratta va operata quando provoca un deficit visivo rilevante in rapporto alle esigenze del singolo soggetto, quando interferisce con il trattamento di altre patologie oculari o quando ritardare l’intervento aumenterebbe i rischi operatori (legati a una maggiore durezza del cristallino).

Dott. Di Marzio, cosa si intende per cataratta secondaria?
“È un termine improprio con il quale viene indicata l’opacizzazione della capsula posteriore del cristallino, ossia dell’involucro che si trova dietro la “lentina artificiale”. Può essere responsabile di un nuovo calo del visus a distanza di qualche tempo dall’intervento di cataratta, ma può essere trattata a livello ambulatoriale con un particolare intervento laser, assolutamente indolore, della durata di pochi minuti”.