Il monologo mette in scena il diario di viaggio di un attore che da Gerusalemme si mette alla ricerca dell’Abramo perduto


CAMPOBASSO. Per la stagione di spettacoli del Teatro Savoia, organizzata dalla Fondazione Molise Cultura e promossa dalla Regione Molise, Stefano Sabelli porta in scena il 1° marzo al Teatro Savoia di Campobasso un vero e proprio blockbuster del teatro di narrazione, che nella sola Norvegia ha superato i 150.000 spettatori. 

Tradotto e diretto da Gianluca Iumiento, adattato e interpretato, in esclusiva per l’Italia, da Stefano Sabelli “Figli di Abramo” è una sorta di Mistero Buffo incentrato su vita e dinastia di Abramo, Patriarca e Profeta comune all’Ebraismo, al Cristianesimo e all’Islam. Arricchendolo di esperienze personali, Stefano Sabelli fa di “Abrahams Barn “ di Svein Tindberg, un racconto colto, divertente, più intimo, seducente e mediterraneo dell’originale norvegese. Spettacolo straordinariamente attuale visti i recenti sviluppi della crisi israelo-palestinese, “Figli di Abramo” indaga l’origine delle tre grandi fedi monoteiste, entrando nel merito della loro comune discendenza abramitica. Racconta però anche la storia di conflitti perenni e incomprensibili fra popoli, perpetrati in nome dello stesso Abramo, dei suoi figli – Ismaele e Isacco – e poi dei figli dei suoi figli. Popoli che, dalla lettura comparata e spesso sorprendente dei testi sacri, Torah, Vangelo e Corano, dovrebbero considerarsi fratelli gemelli.

Il monologo che vede protagonista Stefano Sabelli mette in scena il diario di viaggio di un attore, che da Gerusalemme si mette alla ricerca dell’Abramo perduto. La storia dell’uomo che da 4 millenni è riferimento di fede per miliardi di persone sulla Terra, è narrata in modo colto ma pure con grande ironia e divertimento. Sono così, rievocati mito e leggenda del primo profeta monoteista dell’Umanità̀. Un vero innovatore che a Ur dei Caldei, dov’era nato, in Mesopotamia, rifiutò l’idolatria dei suoi tempi, per credere in un solo e unico Dio creatore. Da ribelle ai facili idoli, Abramo, divenne, per questo, il primo esule braccato dell’umanità̀ e il suo perenne peregrinare – dalla Mesopotamia all’Egitto; dalla Cisgiordania alla Penisola arabica; dal Mar Rosso al Mediterraneo – fu teso alla ricerca e all’approdo della Terra promessa. Sul palco musiche dal vivo curate dal fisarmonicista Manuel Petti, con Marco Molino, vibrafono e percussioni – Lorenzo Mastrogiuseppe, contrabbasso – Irene Apollonio, oboe  e Daniele Giardina, tromba, con le proiezioni e immagini di Kezia Terracciano, “Figli di Abramo” è dedicato dall’attore e regista campobassano alla memoria del fratello Roberto, illustre archeologo che, tra l’altro, fu consulente Unesco (Division of Cultural Heritage) per la Palestina. 

Biglietti in prevendita su Ciaotickets.com, disponibili il 1° Marzo dalle ore 20,00 presso il botteghino del Teatro Savoia. Prevista inoltre una recita mattutina giovedì 29 febbraio dedicata agli studenti delle scuole superiori del capoluogo.