Concorso docenti, boom di promossi alle prove scritte: all’orale sarà resa dei conti

Al primo step delle selezioni quasi tutti promossi gli aspiranti a ruolo. Ora si apre la seconda fase


Oltre il 90% dei partecipanti supera le prove scritte per la scuola infanzia e primaria, e quasi l’87% per la secondaria. I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito rivelano un quadro decisamente positivo rispetto alle precedenti tornate concorsuali, dove si erano verificate vere e proprie “stragi” di docenti aspiranti al ruolo. Ma la lettura dei dati – come sempre – presenta ‘luci e ombre’.

UN SUCCESSO DIFFUSO. Scuola infanzia e primaria: su 55.676 candidati, 44.615 hanno superato lo scritto, con un tasso di promozione dell’80,13%. Scuola secondaria: su 130.252 partecipanti, 113.543 hanno superato il test, per un’eccellente percentuale dell’87,17%.

LE REGIONI CON IL RENDIMENTO MIGLIORE. Scuola infanzia e primaria: Veneto (oltre il 90%), Marche (88,6%) e Friuli-Venezia Giulia (88%). Scuola secondaria: Friuli-Venezia Giulia e Marche (entrambi sopra il 92%), seguite da Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Abruzzo (tutte oltre il 90%).

UN CAMBIO DI ROTTA RISPETTO AL PASSATO. Il confronto con il concorso per l’anno scolastico 2022/2023, dove solo metà delle cattedre disponibili era stata coperta, evidenzia un netto miglioramento, nonostante le prove per la secondaria siano ancora in corso.

LA SFIDA FINALE. Tuttavia, l’ultima prova, ossia l’orale con la simulazione di lezione, sarà decisiva per decretare i vincitori finali. Pertanto, si preannuncia uno ‘scontro’ acceso.

IL FUTURO DELLA SCUOLA, tra note positive e tasti dolenti. L’alto numero di promossi può rappresentare, in ogni caso, una boccata d’aria fresca per il mondo dell’istruzione, che necessita di nuove energie e talenti. Tuttavia, il fatto che non sia abilitante è stato accolto con sfavore dagli aspiranti al ruolo. Specie in alcune regioni e per alcune classi di concorso i posti disponibili sono davvero esigui, pertanto il superamento di tutte le prove potrebbe non bastare. E la schiera di scontenti sarà davvero lunga.