La decisione, dopo il via libera da Roma e in attesa della riunione del tavolo di coalizione, non è ancora chiusa. Nel ‘totonomi’ resta anche l’ex assessore Nicola Cefaratti, mentre è già corsa a comporre le liste. Gli aspiranti consiglieri, anche questa volta, saranno centinaia


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Elezioni Comunali, l’investitura di Quintino Pallante da parte di Fratelli d’Italia non ancora avallata dal tavolo regionale del centrodestra.

E un’azione forte da parte dei Popolari di Vincenzo Niro, che sono al lavoro per preparare due o tre liste di area moderata. E che un loro nome ce l’hanno da spendere al summit di coalizione. Quello di Salvatore Colagiovanni, esperienza politica e amministrativa di lungo corso a Palazzo San Giorgio. Ipotesi Terzo polo e candidatura autonoma che resta nell’aria – se ne era parlato anche cinque anni fa – ma che ad oggi non trova conferma.

Sta di fatto che il candidato sindaco di centrodestra ancora non c’è. E i giochi, che sembravano chiusi quando da Roma è arrivata la notizia che il partito di Giorgia Meloni aveva blindato la casella Campobasso, indicando il nome di un big come il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, sono in realtà ancora aperti.

Per qualche resistenza interna, secondo alcune voci ci sarebbe un’ala di FdL non allineata alla scelta fatta nella capitale, alla presenza del responsabile degli Enti locali Giovanni Donzelli. O forse semplicemente per tattica politica. Non scoprire le carte fino a quando i giochi sono chiusi. Mentre da rumors emerge che si continua ad esaminare un altro nome, quello dell’ex assessore della Giunta Di Bartolomeo Nicola Cefaratti. Uno tra i primi a entrare nel ‘totocandidati’, insieme all’ex consigliere Francesco Pilone, agli avvocati Stefano Maggiani e Fausto Parente. E a un altro big: l’assessore regionale Nicola Cavaliere.

Intanto i Popolari, mentre preparano le liste, si rafforzano anche in Consiglio comunale. Con la new entry di Pina Passarelli, eletta nel M5s e passata col gruppo di Niro, e dopo l’ingresso di Alessandro Pascale, ex Lega, con gli storici Colagiovanni e Carla Fasolino, ora sono in quattro. Un numero anche questo da portare alla conta del tavolo di coalizione. Che sarà convocato nei prossimi giorni. Con l’idea di chiudere la scelta del sindaco prima di Pasqua.

Chi ha già chiuso da settimane è il centrosinistra, che ha indicato il nome di Marialuisa Forte, ex dirigente scolastico del ‘Pertini-Montini-Cuoco’ e poi provveditore agli studi di Campobasso sostenuta da cinque o sei liste, tra cui quella del sindaco, già in fase di composizione. Come quelle di partito. Perché anche questa volta gli aspiranti consiglieri saranno centinaia. Alcuni in ballo in solitaria, altri in ‘tandem’, vista la possibilità di esprimere la doppia preferenza, per un uomo e una donna candidati nella stessa lista.

Due o tre liste, invece, per Pino Ruta, pronto a correre alla guida della Coalizione civica. I segnali di chiusura e le sue prese di distanza, nei confronti del centrosinistra più che del centrodestra, non fanno ipotizzare accordi in zona Cesarini. Con i candidati sindaco di Campobasso che, a questo punto, saranno (almeno) tre. E la campagna elettorale per le Comunali che procederà di pari passo con quella per le Europee.

Facile, a questo punto, ipotizzare una parata dei big della politica. Campobasso è capoluogo di regione e dichiarare la città ‘feudo’ del centrosinistra o del centrodestra è qualcosa da commentare nel giorno dello spoglio. Quando, oltre ai nuovi sindaci, si indicheranno i nuovi equilibri politici nazionali. Collocando sulla cartina d’Italia le ‘bandierine’, da sempre care a Bruno Vespa.