Il voto, all’unanimità, dopo alcune modifiche all’atto di indirizzo, condivise tra maggioranza e opposizione. Accordo bipartisan anche sulla questione del congedo paritario condiviso


CAMPOBASSO. Mantenimento, da parte dello Stato, delle azioni di maggioranza di Poste Italiane. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione del Partito Democratico (prima firmataria Micaela Fanelli) che impegna il presidente Roberti a farsi portavoce, all’interno della Conferenza Stato-Regioni, della volontà dell’Assise molisana.

“Mentre il Governo Meloni palesa l’intenzione di cedere la maggioranza delle quote della società postale (conservando in mano pubblica appena il 35% delle azioni), con il rischio di perdere il controllo diretto delle Poste, il Consiglio regionale, su nostra richiesta, si esprime contro un’ipotesi sciagurata, che minerebbe alle fondamenta il valore economico e sociale di Poste Italiane, coinvolgendo negativamente e direttamente non solo i lavoratori, ma le Regioni e le aree meno popolate – le parole del capogruppo dem Alessandra Salvatore – ‘Privatizzare’ Poste Italiane, infatti, comporterebbe il rischio reale della perdita di centinaia di uffici sul territorio nazionale, con conseguente riduzione dei lavoratori impiegati e dei servizi resi alla popolazione, soprattutto nelle aree interne e, in special modo, in Molise”.

“Uno scenario estremamente pericoloso per i risparmiatori, per la sopravvivenza degli uffici nei piccoli Comuni, per il personale, di cui ci sarà sempre meno bisogno, per il Molise intero, che rischierebbe di perdere sportelli, lavoratori e servizi alla popolazione – ha aggiunto la consigliera – Rispetto a tale scenario, occorreva dare il segnale che oggi è partito dal Molise, una tra le prime Regioni ad esprimersi con determinazione contro la privatizzazione di Poste Italiane”.

Il voto dopo che la mozione è stata modificata con proposte della maggioranza e quindi condivisa, come ha spiegato il sottosegretario alla presidenza della Giunta Vincenzo Niro, che ha puntato il dito sulla necessità di “salvaguardare l’azione sociale che svolge Poste Italiane, in tutti i paesi della nostra comunità regionale” e sul ruolo che potrà essere svolto dal presidente Roberti nella Conferenza unificata, magari con il supporto degli altri governatori italiani.

E sempre all’unanimità è stata approvata la mozione del Pd, prima firmataria Alessandra Salvatore, relativa al congedo parentale paritario. Sta infatti per scadere il termine (fissato in 24 mesi dalla data della entrata in vigore della legge delega e che si esaurirà poco dopo la prima decade del mese di maggio 2024) entro il quale il Governo deve dare attuazione alla legge 7 aprile 2022, n. 32, contenente la delega per prevedere un periodo di congedo obbligatorio per il padre lavoratore, di durata significativamente superiore a quella attualmente prevista (solo 10 giorni), favorendo inoltre l’estensione della misura anche ai lavoratori autonomi e professionisti (oggi riguarda solo i lavoratori dipendenti).

Nella mozione l’impegno al presidente della Regione Molise, all’assessore competente e alla Giunta, per farsi promotori nella Conferenza delle Regioni e Stato-Regioni, coinvolgendo le rappresentanze parlamentari, della tempestiva adozione da parte del Governo di norme attuative la legge delega, al fine di estenderne il periodo in linea con i Paesi più avanzati e in linea con l’esigenza sociale di riequilibrare il lavoro di cura verso una effettiva condivisione delle responsabilità di cura e genitoriali tra uomini e donne.

“In una situazione come quella italiana – ha puntualizzato Alessandra Salvatore – caratterizzata dallo squilibrio di genere nel lavoro di cura non retribuito e dall’assenza di misure compensative di condivisione uomo-donna, capaci di incidere nelle scelte di vita, da un’occupazione femminile ferma al 51%, da condizioni lavorative più gravose e impoverenti per le donne, dalla sottrazione di autonomia, tempo e opportunità per il lavoro retribuito, dall’assenza di qualsivoglia equa partecipazione alla vita sociale, economica, civica, culturale, politica, il congedo parentale paritario, può rappresentare uno strumento di importanza fondamentale per modificare un modello familiare e sociale, che, ancora oggi, scarica gran parte della responsabilità di cura e genitoriale sulle donne”.

Ricerche ed esperienze internazionali hanno dimostrato che il congedo di paternità obbligatorio, paritario a quello di maternità e dunque universale, rappresenta una delle misure più efficaci per cambiare mentalità e comportamenti ed arrivare a ridurre tutte le diseguaglianze e gap di genere, nel mercato del lavoro, all’interno delle famiglie e, in generale, nella società. “Una scelta di civiltà e di modernità, che anche il Molise ha voluto compiere, al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche”, ha concluso Salvatore.

Infine soddisfazione è stata espressa anche da Antonio D’Alessandro, segretario della Cisl Poste che sollecita “il pieno coinvolgimento dei sindacati e dei lavoratori nella questione e impegna Roberti a trasmettere al Governo la volontà del Consiglio regionale del Molise di mantenere il pacchetto di maggioranza delle azioni di Poste Italiane in mano allo Stato e di esprimere tale posizione nell’ambito della Conferenza unificata Stato-Regioni”.