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I consigli dell’esperta per proteggere le potenziali vittime


di Francesca Capozza*

ISERNIA. L’adescamento di minori sul web, come anche il reveng porn, costituiscono – anche in Molise – dei comportamenti reato in aumento, come anche il sexting, anche per scarsa consapevolezza della gravità di queste condotte (ad es. si può essere indotti a ritenere che esplorare la sessualità tramite il web, ma all’interno delle mura domestiche, sia un luogo sicuro in cui poter agire).

La Giustizia c’è e fa il suo corso anche celermente, se pensiamo al codice rosso, ma c’è ancora reticenza nel denunciare tali reati per vari motivi, anche molto diversi: gli adulti possono non esserne al corrente, non lo si ritiene sufficientemente grave, non farlo sapere a nessuno, senso di colpa e vergogna, senso di inadeguatezza. Ma perché i minori possono cadere così facilmente nelle trappole del web? Proprio perché tra i bisogni distintivi della adolescenza, ma anche della preadolescenza, ci sono ricevere conferme, apprezzamenti, essere accettati e ricercati, costruire relazioni, scoprire la sessualità nonché il desiderio. Bisogni assolutamente legittimi, la cui soddisfazione però può essere ricercata in una modalità e con un mezzo (il web) potenzialmente pericolosi.

Francesca Capozza

Quali consigli allora per riuscire a prevenire e proteggere i minori? Per gli adulti le raccomandazioni ruotano intorno alla Comunicazione e alla Presenza: mettersi in ascolto empatico non giudicante dei giovani, comunicare la necessità di alcune regole di comportamento mediatico (non accettare inviti o amicizie social da sconosciuti, riferire se qualcuno li importuna, ecc), sapere dove si trovano quando escono, se ci sono cambiamenti di programma, conoscere gli amici e gli ambienti che frequentano, supervisionarli quando navigano in rete, promuovere attività socializzanti in vivo, cogliere eventuali segnali comportamentali nuovi (preoccupazioni, isolamento, inquietudine, tristezza, timori, ecc).

Per i giovani: imparare a scegliere le proprie amicizie (chi fa provare disagio, imbarazzo, senso di inadeguatezza, costrizione o paura non è un amico); saper dire di no e rendersi consapevoli che non si deve piacere a tutti o compiacere tutti per sentirsi “accettati e accolti”; riconoscere il valore sacro del proprio corpo e della propria intimità; perseguire i legittimi bisogni di accettazione e riconoscimento attraverso attività sociali tradizionali (stare insieme, sport, attività di aggregazione ludiche o di studio, ecc).

*psicologa, psicoterapeuta, criminologa