I residenti difendono l’ordinanza ‘Antirumore’ firmata dal primo cittadino Piero Castrataro


ISERNIA. Ancora polemiche nel centro storico in seguito all’ordinanza ‘Antirumore’ firmata dal sindaco Piero Castrataro. Sulla questione, con una lettera aperta, è intervenuto il Comitato Centro Storico di Isernia.

LA LETTERA APERTA

Egregio direttore, si è sviluppata una polemica tra i residenti del centro storico e in altri quartieri limitrofi, e i titolari dei locali che usano accompagnare i loro clienti nei dehors con musiche ad alto volume tra cui prevalgono potenti strumenti elettronici. Questo non è, come qualcuno potrebbe pensare, il prologo di una lettera aperta del Comitato Centro Storico di Isernia o di un’altra associazione di liberi cittadini di qualche piccolo comune italiano. Questo è il titolo di una lettera aperta indirizzata ad un quotidiano ed a scriverla sono stati i residenti del centro storico di Cuneo.

Questa lettera è una delle decine anzi centinaia di lettere aperte che altrettanti comitati, associazioni o anche semplici privati, hanno scritto a giornali o amministrazioni per segnalare il disagio e le difficoltà del vivere nei centri storici e delle conseguenze negative, in particolare in materia di degrado urbano e patrimonio pubblico, che i borghi antichi sono costretti a subire.

Eppure la legislazione nazionale in materia di tutela della salute e sicurezza pubblica nonché di controllo e verifica sulle emissioni sonore parla chiaro. 

Per citarne uno su tutti l’art. 659 del codice penale punisce chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici. Dunque non i cittadini, non i residenti, ma la legge che non ammette ignoranza, che è uguale per tutti, che non fa discriminazioni, non fa differenza tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, le emissioni sonore devono essere limitate a un certo numero di decibel, figuriamoci se poi derivano da musica elettronica, elettro acustica, acustica e così via. A questo naturalmente andrebbero aggiunte una serie di violazioni contro le norme del Tulps, testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza, a cui gli stessi locatori trasgrediscono regolarmente. I residenti chiedono dignità, rispetto, non solo delle loro case e delle loro vite, ma della propria cultura e del proprio patrimonio.

Il centro storico di Isernia è patrimonio della collettività e va tutelato e rispettato, e non abbandonato ad un mortificante destino. Per fortuna ci sono associazioni e comitati che si limitano a dare voce al ‘silenzio’ dei tanti ‘innocenti’ costretti a pagare una pena dove la loro unica colpa è quella di risiedere nella parte antica della città, costretti negli anni passati a subire, loro malgrado, scelte scellerate di alcuni ed incapacità di gestione di altri

Ove il buon senso ed il rispetto del prossimo risultano essere cosa sconosciuta, ben vengano ordinanze e regole restrittive, purché poi queste vengano fatte rispettare.

Ci dispiace infine rilevare che qualcuno, fortunatamente pochi individui, speculi o peggio ancora utilizzi il disagio di molti e le difficoltà di alcuni per gettare benzina sul fuoco al solo fine di interessi personali o rivalità politiche.

La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile e non c’è cosa peggiore di un cittadino, un buon padre di famiglia, un onesto lavoratore disperato”.