Due uomini e due donne, di origine romena, sono finiti nella rete della Squadra Mobile. Nei loro confronti è stato emesso il foglio di via obbligatorio. Sono scattate anche le denunce perché in auto avevano oggetti atti ad offendere


ISERNIA. Malviventi in trasferta a Isernia finiscono nella rete della Polizia. Nel primo pomeriggio della giornata di ieri, la Squadra Mobile, allertata dalla Sala Operativa, è intervenuta per rintracciare un’autovettura BMW station wagon con targa straniera, i cui occupanti, in atteggiamento sospetto, erano stati notati all’interno del centro commerciale ‘In Piazza’ intenti a raccogliere donazioni per – stando a quanto si è appreso – un’associazione benefica. Alla vista del personale di vigilanza, però, si sono allontanati in tutta fretta.

Individuato il veicolo, gli operatori sono riusciti a identificare le quattro persone a bordo (due uomini e due donne di nazionalità rumena), le quali, vista la loro condotta poco collaborativa e l’assenza di giustificazioni plausibili per la loro presenza nel capoluogo, sono state condotte presso gli uffici della Squadra Mobile per ulteriori accertamenti.

Sull’auto, lato guida, è stata rinvenuta una mazza da Golf in metallo, mentre dal lato passeggero gli operatori hanno ritrovato un coltello a serramanico occultato nel vano portaoggetti della portiera e una mazza in legno. Il tutto è stato debitamente sottoposto a sequestro, e i due uomini, che occupavano il lato conducente e il lato passeggero anteriore, sono stati denunciati, in concorso, all’Autorità Giudiziaria per il reato di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

A conclusione delle attività della Squadra Mobile, ai quattro soggetti sono stati notificati altrettanti provvedimenti di foglio di via obbligatorio emessi dal Questore di Isernia, in virtù dei quali non potranno più fare ritorno in questo Comune per il periodo di un anno, pena la violazione dell’art. 76 D. Lgs. N. 159/2011, che comporta la reclusione da 6 a 18 mesi e la multa fino a 10.000 euro.

I 4, già in passato, sono stati denunciati per reati contro il patrimonio in alcune Province del Nord Italia, quali Venezia, La Spezia e Varese.