Esposizione distribuita tra Campobasso, Venafro e Civitacampomarano


CAMPOBASSO. Il Molise ospita fino al 24 ottobre 2024 una mostra distribuita tra il Museo Archeologico Nazionale di Campobasso, il Museo Nazionale di Castello Pandone a Venafro e il Castello di Civitacampomarano. La mostra rievoca le tragiche vicende vissute dal popolo molisano durante la Seconda Guerra Mondiale, attraverso gli scritti e le immagini di William Congdon, artista americano e protagonista della Scuola di New York nell’immediato dopoguerra.

L’evento commemora l’80° anniversario della battaglia di Cassino, un periodo di nove mesi tra il 1943 e il 1944 in cui il Molise fu teatro di intensi scontri bellici. La linea Gustav, con il fiume Sangro e il massiccio di Montecassino, divenne un sanguinoso confine tra le forze Alleate e quelle dell’Asse, segnando un periodo di grande sofferenza per la popolazione locale.

La mostra offre uno sguardo unico sulla guerra, lontano dalla retorica propagandistica dell’epoca, attraverso la testimonianza di Congdon e dei volontari ambulanzieri dell’American Field Service (AFS). Questi ultimi si preoccuparono non solo dei soldati, ma anche dei civili colpiti dai bombardamenti e dalle rappresaglie.

L’esposizione è suddivisa in tre sezioni principali. La prima include un ricco apparato storico-documentario con pannelli didascalici, fotografie, mappe e documenti originali sulla guerra in Molise e sull’attività del Platoon D della 567a Compagnia dell’AFS, assegnata all’8a Armata Britannica.

La seconda sezione si concentra sulla missione della 567a Compagnia durante l’ultima battaglia di Montecassino, evidenziando il legame con il 2o Corpo d’Armata Polacco e il progetto di ricostruzione di Isernia, distrutta dai bombardamenti, elaborato da John Cheeseman Harkness, collega di Congdon e futuro collaboratore di Walter Gropius.

La terza sezione, arricchita da un sussidio multimediale con video realizzati da insegnanti e studenti dell’ITSOS “Albe Steiner” di Milano, espone le opere grafiche e pittoriche di Congdon, realizzate durante e dopo il suo servizio di ambulanziere. Tra queste, disegni e olii che documentano il dramma della guerra e pastelli prodotti nell’ultima fase della sua vita.

Questa mostra offre una profonda riflessione sugli eventi bellici e sul loro impatto umano, mantenendo viva la memoria storica attraverso l’arte e la documentazione.