Contestato al 56enne Andrea Leonbruni il reato di uccisione di animali aggravata da crudeltà e spari pericolosi


AVEZZANO. Uccisione di animali aggravata dalla crudeltà e dagli spari pericolosi: questa è l’imputazione finale che il Procuratore capo di Avezzano, Maurizio Cerrato, ha contestato ufficialmente ad Andrea Leombruni, macellaio di San Benedetto dei Marsi.

Dopo circa 10 mesi dal fatto, quindi, è stata ufficialmente chiusa l’indagine sull’uccisione di Amarena. “Un’orsa – scrivono dall’associazione ‘Salviamo l’orso’ – che era simbolo e speranza dell’esigua popolazione di orso marsicano confinata da 100 anni sulle montagne dell’Appennino centrale all’interno dei confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle sue immediate vicinanze, un’uccisione senza alcun motivo avvenuta nella notte fra il 31 agosto e l’1 settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi, nei pressi dell’abitazione dello stesso imputato”.

Subito dopo l’uccisione di Amarena ‘Salviamo l’orso’ diede incarico allo Studio Legale Pezone di presentare alla Procura della Repubblica di Avezzano un esposto su i fatti. “L’esposto depositato in Procura il 3 di Settembre 2023 ci permetterà ora di accedere ai risultati delle perizie eseguite su ordine del magistrato e quindi di preparare la costituzione di parte civile della nostra associazione nel processo contro l’imputato a cui prenderemo parte tramite lo Studio legale che ci rappresenta”.

“Come annunciammo nel Settembre del 2023 , in caso di condanna dell’imputato ( condanna che riteniamo certa ) chiederemo a Leombruni in sede civile un risarcimento milionario che lo costringa a passare i prossimi anni tra avvocati e aule di Tribunale come è accaduto a colui che nel 2014 uccise un orso a Pettorano in circostanze simili, e se Dio vuole alla fine del procedimento utilizzeremo il suo denaro per aiutare i nostri orsi. Lo abbiamo promesso ad Amarena ed a tutti gli abruzzesi e gli italiani che nello scorso Settembre ci chiesero di mobilitarci ed impegnarci affinche questa stupida ed inutile violenza contro un’orsa ed i suoi piccoli non rimanesse impunita. Costringeremo l’imputato a ripensare spesso alla serata del 3 Settembre 2023 e a chiedersi se forse non sarebbe stato molto meglio per lui chiamare i guardiaparco e lasciar perdere il fucile, i suoi polli gli sarebbero sicuramente costati di meno”, chiosano dall’associazione ‘Salviamo l’orso’.