In un reel su Facebook la 22enne influencer Elisa Esposito lancia l’ennesima provocazione: un metodo sistematico, quello di raccogliere insulti e dissenso, per raccogliere ‘preziose’ interazioni sui social


CAMPOBASSO. “Sono diventata umile ragazzi, da Dubai al Molise. Pensavo che manco esistesse, ‘sta regione!”. Le bastano 14 secondi di video per scatenare un putiferio, com’è ormai suo solito. È la ‘prof del corsivo’, al secolo Elisa Esposito, diventata famosa per i video sui social in cui storpia gli intercalare della Milano bene e grazie ai quali ha collezionato centinaia di migliaia di followers e creato un seguitissimo – e di certo molto redditizio – profilo Onlyfans.

La 22enne non è nuova a questo genere di provocazioni: spesso lancia frecciatine a chi ‘perde tempo’ studiando e lavorando, mentre lei si gode la vita a Dubai in perenne vacanza. “Vi vedo tutti troppo nervosi, ragazzi!”. E arriva puntualissima la solita pioggia di insulti: “I molisani come me fieri ed orgogliosi della propria terra, non la insultano la ignorano d’altronde l ignoranza Amioooo è tua alleata”, scrive un utente; “ragazzina e vuota e senza senso”, gli fa eco un altro. Questo solo per riportarne un paio dei più civili.

IL VIDEO

È in realtà un metodo consolidato, nell’internet degli influencer, per aumentare le interazioni: si chiama ‘shitstorm’. Letteralmente, ‘tempesta di m*rda’. Agli albori dei forum e dei social, era il martellamento costante di commenti negativi sui profili di chi aveva espresso opinioni deprecabili. Oggi, il sistema-influencer ha capito che si può provocare quel tipo di reazione per aumentare le interazioni. Del resto, gli algoritmi non valutano il contenuto, ma solo i freddi numeri. E a chi importa la decenza quando si è capaci di muovere migliaia di utenti – e di euro in adv e non solo – ogni volta che si posta un video? Post che, nel caso della Esposito, è immancabilmente condito dal link al suo canale Telegram, dove si possono trovare i riferimenti alle risorse più ‘piccanti’ (a pagamento, ovvio) che le altre piattaforme bannano.

Non è l’unica, certo. Instagram e TikTok sono pieni di rappresentanti di questa categoria. Profili che vendono vuoto pneumatico ed erotismo spicciolo a buon mercato, ma che continuano a ricevere like, condivisioni, abbonamenti, e soprattutto proposte commerciali di collaborazione dalle aziende più svariate (tra un ‘haul’ di Celine e uno di Zara, sul profilo della ‘prof’ si trovano marchi come Sheglam e Luis Vitton, giusto per citarne alcuni).

Perché in fondo è così che si vive da vere ‘queen’: alloggiando in un super attico da migliaia di euro senza sapere chi ha scritto La Divina Commedia (lo proclama lei stessa, sui suoi profili). Il tutto continuando consapevolmente ad alimentare odio, invidia sociale e risentimento verso chi di quella fama, di quel successo, di quei soldi, non ne sopporta le fondamenta, né il metodo. “È solo un personaggio”, mi si dirà. Forse. Probabilmente è per questo che in moltissimi la idolatrano, sperando di bissarne il successo. Basta che arrivino i bonifici a fine mese.

Pietro Ranieri