Mattinata molisana per il ministro dell’Interno, che ha partecipato alla sottoscrizione dell’accordo per l’installazione di un sistema di videosorveglianza e poi è stato l’ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico dell’Unimol. Dove si è svolta la protesta annunciata. Nel suo intervento all’Università il ricordo della tragedia del terremoto di San Giuliano di Puglia, di cui domani ricorre il 22° anniversario
di CARMEN SEPEDE
CAMPOBASSO. La firma del Protocollo sicurezza in Prefettura. L’arrivo all’Università degli studi del Molise, per la cerimonia di inaugurazione del 42° Anno accademico. La contestazione. Che era stata annunciata e che non è mancata.
Fitta l’agenda del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, questa mattina a Campobasso. La prima tappa al Palazzo di Governo dove, accolto dal prefetto Lattarulo e dalle autorità regionali, ha partecipato alla firma del protocollo d’intesa per la videosorveglianza in provincia di Campobasso. L’accordo, siglato tra Ministero dell’Interno e Regione Molise, prevede un investimento di circa 440mila euro per l’installazione di un sistema avanzato di videosorveglianza, dotato di tecnologia a lettura targhe, finanziato dal Viminale. La Regione contribuirà con circa 49mila euro per coprire i costi di manutenzione per i primi tre anni e garantirà la copertura delle spese anche in seguito. Le telecamere, collegate al Sistema di Controllo Nazionale Targhe e Transiti, saranno posizionate in punti strategici della provincia, per monitorare le aree a rischio di infiltrazioni malavitose dalla Puglia e dalla Campania.
Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto Michela Lattarulo, il presidente della Regione Francesco Roberti, il procuratore della Repubblica di Campobasso Nicola D’Angelo e il procuratore di Larino Elvira Antonelli.

“Oggi facciamo un passo importante: firmiamo un accordo che rappresenta un piccolo ma significativo contributo, sia per la sicurezza che per il rilancio delle aree interne – le prime parole del ministro Piantedosi – Ringrazio il presidente della Regione per aver condiviso questa iniziativa, che porta con sé una tecnologia avanzata a supporto della sicurezza”.
“Una giornata importante per il territorio della provincia di Campobasso in termini di sicurezza – ha affermato in proposito il presidente della Regione Francesco Roberti – Ringraziamo per la presenza il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con cui ci sono un dialogo e un confronto costanti. Aver firmato questo protocollo d’intesa alla sua presenza è, per tutto il territorio, una garanzia per il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.
Dalla sicurezza delle telecamere alla questione dei dati rubati e alla cyber security. “Premesso che secondo me è molto importante lasciare sviluppare le indagini che sono in corso su questo caso specifico, io sono sempre molto rispettoso delle indagini – ha detto il capo del Viminale – Io sono dell’idea, salvo che poi queste indagini o altre situazioni dovessero dimostrare il contrario, che il quadro normativo attuale, come qualcuno autorevolmente ha già detto, è già abbastanza strutturato e importante nel nostro Paese. Ci sono istituzioni importanti che sono a presidio della sicurezza cyber. Il nostro Governo è il Governo che ha portato in Parlamento in termini brevissimi la legge sul cybercrime e ha rafforzato l’agenzia della cyber. Io stesso ho istituito un organismo all’interno del ministero dove vengono incrociate tutte le informazioni”.

Dalla Prefettura all’Unimol, per la cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2024/25. Davanti all’ateneo la protesta annunciata, con fischi e il canto di ‘Bella ciao’ all’arrivo del ministro. All’esterno dell’Aula magna, alcune decine di persone hanno aderito all’appello a disertare l’evento, in segno di protesta contro il decreto sicurezza. Il collettivo studentesco ‘Dal Basso’ ha promosso un’assemblea nel parcheggio, con un punto informativo sulle conseguenze del decreto sicurezza, che secondo i promotori “sostituisce lo Stato sociale con lo Stato penale”.
“Io amo la democrazia e la libertà di pensiero e di manifestazione del pensiero, quindi guardo con molto rispetto anche queste espressioni di discussione e contrarietà – così Piantedosi ha commentato la protesta – I cittadini possono stare tranquilli nella libertà di di manifestare. Il decreto sicurezza mira a fornire maggiore garanzia contro fenomeni come la truffa degli anziani e a consentire “interventi più celeri, come per gli anziani che trovano la propria casa occupata dopo un ricovero ospedaliero. Se un decreto che è ispirato a questo tipo di interventi viene visto come liberticida, viva la libertà di manifestazione di pensiero, ma credo che gran parte degli italiani la pensino diversamente”.
L’Università del Molise, ha rimarcato Piantedosi, rappresenta un “prezioso valore aggiunto per lo sviluppo e la crescita sociale ed economica del territorio”. “Non è un caso – ha quindi evidenziato – che la prima facoltà di questo ateneo sia stata quella di Agraria, strettamente legata alla vocazione agricola del territorio. L’università deve essere un punto di riferimento per i giovani, capace di offrire corsi che rispondano alle esigenze del sistema economico e produttivo circostante, promuovendo percorsi di collaborazione e progettualità per una crescita sostenibile”.
Nel suo intervento il ministro ha espresso un pensiero speciale per la comunità molisana, in ricordo della tragedia del terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002, nella quale a seguito del crollo della scuola ‘Jovine’ morirono 27 bambini e una maestra. “Domani, 31 ottobre, ricorre il 22° anniversario di quella dolorosa perdita di giovani vite – ha detto Piantedosi – A loro va il nostro pensiero e il nostro impegno a fare sempre di più per la sicurezza della popolazione. In proposito sono stati finanziati 208 progetti per 136 milioni di euro e altri 40 milioni sono stati destinati alla messa in sicurezza di scuole e uffici pubblici, segnali concreti di attenzione per le aree interne”.
“Le aree interne – ha quindi concluso Piantedosi – sono aree che, pur con una ricchezza inestimabile di cultura e tradizioni, necessitano di risorse moderne per attrarre investimenti e contrastare il fenomeno dello spopolamento. Con il progetto ‘Polis’ e grazie alla rete di Poste Italiane, stiamo portando servizi essenziali in ogni angolo del Paese, affinché anche le realtà più lontane dai centri urbani possano beneficiare di uno Stato presente e vicino alle esigenze di tutti i cittadini. Stiamo lavorando per realizzare una pubblica amministrazione più semplice e accessibile, e questo rappresenta un passo concreto verso il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali. La sicurezza, la coesione e lo sviluppo socio-economico sono gli elementi che guidano la nostra visione di una società giusta e inclusiva”.




