Il possibile slittamento del bando europeo cambia gli scenari per la filiera dell’automotive e per centinaia di lavoratori molisani
TERMOLI. Il divieto di vendita dei motori termici nell’Unione Europea potrebbe slittare dal 2035 al 2040. È l’ipotesi allo studio della Commissione Europea (e riportata da metalmeccanicinews.it), che – secondo quanto riportato dal quotidiano MF-Milano Finanza – analizzerà la proposta già il 10 dicembre, insieme a un pacchetto di misure a sostegno dell’industria automobilistica. Una decisione che, se confermata, cambierebbe i tempi della transizione verso l’elettrico e il destino di migliaia di lavoratori del comparto metalmeccanico.
Per lo stabilimento Stellantis di Termoli, il rinvio al 2040 rappresenterebbe una boccata d’ossigeno e un margine di tempo prezioso per completare la riconversione verso la Gigafactory, senza interrompere la produzione dei motori tradizionali. La transizione graduale permetterebbe di mantenere i livelli occupazionali, ridurre il ricorso alla cassa integrazione e avviare con serenità i percorsi di formazione e riqualificazione del personale. In parallelo, la produzione dei propulsori termici continuerebbe a garantire lavoro e stabilità, accompagnando l’avvio del nuovo polo dedicato alle batterie.
La revisione del termine nasce da tre fattori: mercato debole, pressione dei costruttori e nuovi equilibri politici tra i Paesi membri. Negli ultimi mesi, infatti, le vendite di auto elettriche hanno registrato un rallentamento in tutta Europa: prezzi ancora elevati, infrastrutture di ricarica insufficienti e domanda sotto le attese rendono difficile sostenere la scadenza del 2035. Anche Paesi tradizionalmente favorevoli al bando, come la Germania, iniziano a spingere per una revisione dei tempi.
In Italia, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto a Bruxelles di valorizzare le nuove generazioni di auto ibride e l’uso di carburanti alternativi come e-fuel e biofuel, una posizione oggi condivisa anche da Francia e Spagna.
La ACEA, associazione europea dei costruttori automobilistici, ha formalmente chiesto un ribilanciamento delle regole. “L’obiettivo 2035 è irrealistico senza un’accelerazione su infrastrutture, incentivi e domanda interna”, sostengono i rappresentanti dell’industria.
Anche Stellantis, attraverso l’amministratore delegato Antonio Filosa e il presidente John Elkann, ha sollecitato una maggiore neutralità tecnologica e una pianificazione più stabile, per permettere alle aziende di scegliere tra motori elettrici, ibridi o alimentati da carburanti sintetici.
Un eventuale rinvio del bando darebbe più tempo a tutta la filiera metalmeccanica per riconvertire gli impianti, diversificare la produzione e affiancare gradualmente i componenti per l’elettrico a quelli tradizionali. Per i lavoratori significherebbe più sicurezza e prospettive di lungo periodo. La transizione richiederà comunque nuove competenze – dall’elettronica di potenza al software di bordo – ma le professionalità legate alla meccanica classica resteranno centrali ancora per diversi anni. In questo scenario, anche la contrattazione sindacale potrà giocare un ruolo decisivo, chiedendo piani di formazione finanziati, clausole occupazionali e premi di produttività legati a un mix equilibrato tra motori termici, ibridi ed elettrici. Per Termoli e per il Molise, il rinvio dello stop ai motori termici potrebbe quindi trasformarsi in un’occasione di stabilità industriale e di rilancio occupazionale, rendendo la transizione verso l’elettrico una maratona sostenibile, e non uno sprint a rischio per imprese e lavoratori.




