Nelle ultime ore sono stati fotografati ben 22 individui, alcuni dei quali con anello identificativo, segno di un’espansione ormai evidente
TERMOLI. In Molise la presenza dell’ibis sacro, un tempo sporadica, sta registrando un incremento senza precedenti. Dopo il primo avvistamento documentato nel 2020 e la presenza di 5 individui svernanti nel 2024, nell’ottobre di quest’anno il numero è salito a 11 esemplari lungo la costa molisana. Nelle ultime ore sono stati fotografati ben 22 individui, alcuni dei quali con anello identificativo, segno di un’espansione ormai evidente anche nel Sud Italia.
Lo rende noto l’associazione Ambiente Basso Molise. Questo aumento locale riflette un fenomeno più ampio: l’ibis sacro, specie originaria dell’Africa e storicamente diffusa in Egitto, ha iniziato a espandersi in Europa dagli anni ’70 a seguito di introduzioni accidentali. In Italia le prime nidificazioni sono state registrate nel Nord-Ovest tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000, con una crescita esponenziale dal 2006. Nel 2019 nel Nord Italia si stimavano 1.250 coppie nidificanti e circa 11.000 individui svernanti.
Dal novembre 2024 si registra un aumento delle osservazioni in tutto il Meridione, dove la specie era finora rara. Per monitorare questa nuova “migrazione aliena”, l’associazione Ardea – in collaborazione con Stazione Ornitologica Calabrese, Stazione Ornitologica Abruzzese e con il patrocinio del CISO – ha avviato il progetto “Sacro a Sud”, che coinvolge ricercatori e cittadini nella raccolta dati su presenza, ambienti frequentati e dieta.
Specie onnivora e opportunista, l’ibis sacro si nutre di invertebrati, piccoli vertebrati, uova e pulcini di altre specie di uccelli, oltre che di carogne e rifiuti. La documentazione relativa agli avvistamenti molisani è stata inviata al referente del progetto regionale.




