Tra Isernia e Agnone solo 7 professionisti in servizio rispetto ai 17 che sarebbero necessari


ISERNIA/AGNONE. Pochi medici costretti a turni massacranti, contratti in scadenza e a breve anche il pensionamento del primario. Situazione sempre più complessa nei pronto soccorso di Isernia e Agnone dove a fronte dei 17 necessari, sono in servizio 7 professionisti che continuano ad operare tra mille difficoltà per garantire il servizio all’assistenza.

Tante, troppe le criticità e per questo hanno chiesto e ottenuto un incontro – che si terrà domani – con il direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo.

Fino a questo momento, hanno spiegato i medici, i turni sono stati assicurati solo ricorrendo ad un numero elevato di ore di attività aggiuntiva. E ad Agnone la maggior parte delle ore sono state coperte da tre medici in pensione, il cui contratto scadrà il prossimo 31 dicembre.

Una situazione che sta provocando negli operatori un stress elevato. Sia per i turni, che non consentono un riposo adeguato, ma anche per l’aumento – in particolare in questo periodo dell’anno – di pazienti che giungono in pronto soccorso con malattie respiratorie. Nella maggior parte dei casi si tratta di anziani affetti da più patologie, che non riescono ad essere smistati nei reparti perché, come noto purtroppo, il problema della carenza di personale non riguarda solo i pronto soccorso. La conseguenza è che molti dei pazienti restano per giorni nel reparto di emergenza a scapito della qualità del servizio.

E intanto a breve andrà in pensione anche il primario Benedetto Potena. Una situazione di fatto insostenibile e per questo i medici chiedono provvedimenti urgenti per scongiurare l’interruzione della continuità assistenziale di soccorso.