Nel mese di dicembre sono previsti circa 1.300 nuovi contratti (11% in meno rispetto al 2024), ma quasi una figura professionale su due risulta difficile da reperire


CAMPOBASSO. Luci e ombre sul fronte lavoro in Molise. Le imprese si preparano a chiudere il 2025 con un quadro occupazionale, segnato da un rallentamento nel breve periodo ma da una sostanziale tenuta delle prospettive trimestrali. A evidenziarlo è la Camera di commercio, fornendo il Bollettino del Sistema informativo Excelsior.

Nel mese di dicembre sono previsti circa 1.300 nuovi contratti, mentre il numero complessivo delle assunzioni stimate per il trimestre dicembre 2025–febbraio 2026 sale a 4.790 unità. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia una flessione dell’11% su base mensile, dato che a dicembre 2024 le entrate programmate erano 1.460, mentre sul fronte trimestrale il mercato del lavoro regionale mostra una stabilità piena, con lo stesso volume di assunzioni registrato tra dicembre 2024 e febbraio 2025. In questo contesto di prudenza, si accentua però una criticità strutturale: il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

Quasi una figura professionale su due risulta difficile da reperire, con una quota che sale al 46,7%, in aumento rispetto al 44,3% dell’anno precedente, segnalando un mercato che fatica a trovare competenze adeguate anche in presenza di una domanda in rallentamento. Sul piano settoriale, l’industria registra un ridimensionamento significativo, con 230 contratti previsti a dicembre contro i 310 del 2024, frenata soprattutto dal comparto manifatturiero e delle public utilities che crolla da 190 a 110 ingressi, pari a una riduzione del 42%, mentre le costruzioni mostrano una tenuta solida, confermando 120 entrate e replicando i livelli dello scorso anno.

Nel terziario, che resta il principale motore occupazionale della regione, le assunzioni previste scendono a 990 rispetto alle 1.150 di dicembre 2024, ma al suo interno emergono dinamiche molto differenziate: il turismo, in netta controtendenza, mette a segno una crescita rilevante con 380 ingressi stimati e un incremento del 26,7%, sostenuto dalla stagionalità dei servizi di alloggio e ristorazione; il commercio mantiene una sostanziale stabilità con 210 entrate, mentre arretrano sensibilmente i servizi alle imprese, che passano da 390 a 220 assunzioni, e i servizi alle persone, in calo da 250 a 190. Il settore primario prevede invece 80 entrate nel solo mese di dicembre e 410 sull’intero trimestre, confermando un peso più contenuto ma costante nel panorama regionale.

Dal punto di vista contrattuale, continua a prevalere il tempo determinato, soprattutto nei comparti a forte stagionalità come il turismo, dove il tempo indeterminato rappresenta appena il 6% delle assunzioni, e l’agricoltura, che si ferma al 13%, mentre quote più elevate di stabilità si riscontrano nei servizi alle imprese e nelle costruzioni, con percentuali rispettivamente del 29% e del 28%. In valore assoluto, restano difficili da coprire circa 607 posizioni sulle 1.300 richieste nel mese, a conferma di una tensione persistente sul fronte delle competenze.

A livello nazionale, le imprese in tutta Italia hanno in programma l’attivazione di circa 350mila contratti a dicembre, che diventano 1,3 milioni se si considera il trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un rallentamento della domanda di lavoro: il fabbisogno occupazionale delle imprese diminuisce del 5,9% nel mese (-22mila posizioni) e del 6,2% nel trimestre (-86mila).