“Dopo circa 3 anni di attese, sacrifici e rigorosi controlli sanitari, la provincia può finalmente voltare pagina”


CAMPOBASSO. “Dopo circa 3 anni di attese, sacrifici e rigorosi controlli sanitari, la provincia di Isernia può finalmente voltare pagina”. Si apre così la nota di Asrem che annuncia ufficialmente come “il territorio sia stato dichiarato indenne da Brucellosi Bovina, un traguardo che restituisce serenità a centinaia di aziende agricole e sancisce il successo di una strategia sanitaria capillare. La comunicazione è giunta direttamente dal Ministero della Salute”.

“L’ultimo triennio è stato un periodo di estrema tensione per il comparto zootecnico pentro – spiegano da Asrem – La presenza dell’infezione non rappresentava solo un rischio per la salute pubblica, ma un vero e proprio blocco economico: restrizioni alla movimentazione dei capi, abbattimenti forzati e un danno che pesava sulle eccellenze lattiero-casearie locali”.

Oggi, aggiungono dall’azienda sanitaria, il raggiungimento dell’indennità certifica che “la circolazione del batterio è stata azzerata, grazie a un monitoraggio costante che non ha concesso sconti. Soddisfazione ai vertici dell’Asrem, che attraverso il Dipartimento di Prevenzione, e quindi i propri servizi veterinari ha coordinato le operazioni di screening e bonifica negli allevamenti”.

“Non è stato un risultato scontato, ma il frutto di una sinergia perfetta tra i veterinari pubblici, che hanno operato con dedizione sul campo, e gli allevatori, che hanno seguito con rigore protocolli spesso severi – spiegano da Asrem – Per chi vive di zootecnia, questa notizia significa soprattutto sicurezza e competitività: meno vincoli per la vendita e lo spostamento dei capi a livello nazionale ed europeo, drastica diminuzione degli oneri legati ai test obbligatori e alle misure di quarantena, latte e carne della provincia di Isernia tornano a fregiarsi di una garanzia sanitaria totale, fondamentale per i caseifici che puntano all’export e alla qualità DOP/IGP”.

“Tuttavia, il mantenimento dell’indennità richiederà la prosecuzione della sorveglianza epidemiologica per evitare che il batterio possa rientrare nel territorio. Oggi, la prevenzione resta l’arma più forte per proteggere un patrimonio agricolo che è l’anima stessa della provincia”, chiosa la nota Asrem.