A complicare ulteriormente il quadro è l’aumento delle chiamate al 118. Le criticità riguardano l’intero territorio nazionale
ROMA. Il picco influenzale in corso sta mettendo in forte difficoltà le strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale. I pronto soccorso registrano un aumento significativo degli accessi e, a causa della carenza di posti letto, molti pazienti che necessitano di ricovero sono costretti a rimanere a lungo sulle barelle. Parallelamente, si osserva un incremento diffuso dei casi di polmonite, mentre diminuiscono le bronchioliti nei bambini, risultato positivo delle campagne di vaccinazione e immunizzazione contro il virus sinciziale.
L’influenza – spiega Tgcom24 – è entrata nella sua fase più intensa e il peso dell’emergenza ricade soprattutto sui pronto soccorso, dove le sale d’attesa si affollano e le barelle diventano spazi di degenza temporanei. Una situazione che si ripete ogni inverno, ma che quest’anno mette in luce con particolare evidenza le criticità dell’assistenza territoriale, soprattutto nella gestione degli anziani e dei pazienti più fragili.
A complicare ulteriormente il quadro è l’aumento delle chiamate al 118. Le centrali operative, soprattutto tra le festività natalizie e l’inizio dell’anno, sono state sommerse di richieste, spesso non riconducibili a vere emergenze. Questo sovraccarico rischia di rallentare gli interventi nei casi più gravi, motivo per cui gli operatori invitano i cittadini a ricorrere al numero di emergenza solo in presenza di sintomi rilevanti, come difficoltà respiratorie.




