La proposta del sindaco di Isernia non accoglibile da Regione, Asrem e struttura commissariale per via dei vincoli imposti dal piano di rientro. Oggi il vertice sul futuro del Veneziale. Roberti: “Servono i tempi necessari per verificare concretamente gli effetti degli sforzi messi in campo”
di Deborah Di Vincenzo
ISERNIA. Una risposta formale non è stata ancora messa nero su bianco. Ma da quanto emerso dall’incontro di questa mattina a Palazzo Vitale non è accoglibile – secondo Regione, Asrem e struttura commissariale – la proposta di prevedere incentivi economici aggiuntivi per i medici vincitori di concorso destinati agli ospedali periferici, a causa del piano di rientro che vincola la sanità molisana.
Proposta che come noto era stata formulata ai commissari dal sindaco di Isernia Piero Castrataro. “Ritengo invece – ha ribadito il primo cittadino – che l’introduzione di un’indennità economica aggiuntiva, non rappresenti un costo ma un risparmio. L’attuale carenza di organico, soprattutto nei Pronto Soccorso, ci costringe a un ricorso sistematico e oneroso a prestazioni aggiuntive e a personale esterno, con un cospicuo aggravio economico per il sistema sanitario regionale”.
Secondo Castrataro, infatti, tali risorse potrebbero essere investite per assumere medici stabili, con priorità per la Medicina d’Urgenza e per i Pronto Soccorso, ricalcando modelli che hanno già dato ottimi risultati in altre regioni italiane e producendo un impatto positivo anche sul Piano di Rientro. “Dal punto di vista istituzionale ringrazio il presidente della Regione, la dirigenza regionale, i commissari e i vertici ASREM – ha ha detto ancora il sindaco – Nel corso dell’incontro sono state illustrate le misure già presentate dall’azienda sanitaria, soprattutto per quanto riguarda la fase organizzativa e i concorsi in atto, oltre ai numeri relativi ai tre ospedali molisani”.
E dunque in attesa di una risposta ufficiale, Castrataro ha ribadito che il Comune di Isernia è pronto a intervenire “con proprie risorse nei prossimi bandi perché ritengo che è la cosa migliore che possiamo fare per attrarre giovani medici”. Quello messo a punto a Palazzo San Francesco è una sorta di “pacchetto attrattività” che prevede, oltre alle indennità economiche aggiuntive, anche contributi per l’affitto, misure di welfare e sostegno alla formazione dei professionisti che scelgono di lavorare stabilmente sul territorio.
L’incontro di questa mattina è stato convocato dal presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, proprio per per affrontare le tematiche legate alla riorganizzazione sanitaria Veneziale. Al tavolo istituzionale erano presenti, oltre al sindaco di Isernia, il presidente della Conferenza dei Sindaci Daniele Saia, il presidente di Anci Molise Gianfranco Paolucci, il direttore Generale Asrem Giovanni Di Santo, il commissario ad Acta della Sanità Marco Bonamico e il sub commissario Ulisse Di Giacomo.
“Abbiamo illustrato ai presenti – ha spiegato il governatore Roberti – i risultati che Roma ha riconosciuto alla Regione per il raggiungimento di alcuni obiettivi. Il quadro non è tutto negativo: possiamo dire che qualcosa è stato fatto e che occorre continuare su questa strada. Servono i tempi necessari, così come nel resto della regione, per verificare concretamente gli effetti degli sforzi messi in campo».
Nel corso della riunione si è discusso anche del futuro dell’ospedale di Agnone. A questo proposito, Roberti ha sottolineato che sono in corso interlocuzioni sul fronte degli accordi di confine “anticipate – ha ribadito – dagli incontri tra i commissari e la direzione sanitaria, finalizzati a individuare una compensazione dei flussi di mobilità tra le due Regioni”.
Ma intanto a Isernia la mobilitazione continua. Da 18 notti il sindaco dorme in una tenda allestita davanti al presidio sanitario per mantenere alta l’attenzione sulla difesa della sanità pubblica. E domenica alle 17 è in programma una fiaccolata.
“La tenda non si smonta – ha concluso Castrataro – Vi aspetto tutti domenica non per protestare, ma per dimostrare che vogliamo bene alla sanità pubblica e che la vogliamo di qualità in Molise. Ma servono atti concreti: medici che arrivano e la certezza che il Punto Nascita e il laboratorio di Emodinamica restino attivi al Veneziale, come ci aspettiamo dal nuovo piano operativo”.
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