Dalla vittoria tra le Nuove Proposte nel 1993 al palco dell’Ariston accanto a Carlo Conti: “È destino”


SANREMO. È un’icona pop globale, con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming e un palmarès che include Grammy Award, Latin Grammy, Golden Globe, una candidatura agli Oscar e agli Emmy. Ma tutto è iniziato a Sanremo, nel 1993: poco più che ventenne e già ribattezzata la ‘ragazza di Solarolo’, vinceva tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo con La solitudine. Un debutto destinato a segnare la storia della musica italiana, consolidato l’anno successivo con Strani amori, che conquistò il terzo posto tra i Big. Parliamo ovviamente di Laura Pausini, che per l’edizione 2026 tornerà sul palco che per prima l’ha consacrata. Questa volta non solo come artista, ma come volto centrale del Festival che più di ogni altro continua a rappresentare il cuore della sua storia. Sarà infatti co-conduttrice di tutte e cinque le serate del Festival, accanto al direttore artistico Carlo Conti.

L’annuncio è arrivato al Tg1, con la consueta ironia di Conti: “L’ho convinta andando sotto casa sua e cantando per trenta giorni di seguito La solitudine, stonandola”, ha scherzato. Poi il tono si è fatto più serio: “È un grande onore ed una gioia condividere la conduzione con un’artista e una donna così forte, carismatica e divertente come Laura. Con noi si alterneranno ogni sera altri co-conduttori e co-conduttrici per animare il palco dell’Ariston”.

Emozionata e consapevole del valore simbolico di questo ritorno, Pausini ha affidato alle sue parole un legame profondo: “Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa, con tutto l’onore e la gioia del mondo. Le prime volte non si scordano mai”. L’artista ha ringraziato Conti per la fiducia: “La stima che provo per lui da sempre è diventata fiducia. È riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice. Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco”.

Negli anni Pausini aveva più volte declinato ruoli di primo piano al Festival, spiegando di non sentirsi pronta e di non volersi cimentare con la direzione artistica. “Sono molto plagiabile, metterei in gara solo i miei amici”, aveva raccontato. Anche stavolta ha sorriso sull’argomento: “Sarò un po’ fan, quindi mi dovrai aiutare Carlo. Con alcuni si vedrà che ho delle preferenze, ma non si può”.

Il ruolo da co-conduttrice non le impedirà di cantare. “Canta, canta”, ha assicurato Conti, promessa confermata da entrambi anche sui social. In attesa del Festival, il 6 febbraio Pausini pubblicherà Io canto 2, nuovo album di cover (Warner Records / Warner Music Italy), tributo ai grandi cantautori e interpreti della musica italiana. Dal 27 marzo partirà poi da Pamplona una nuova maratona live internazionale che toccherà la Spagna, l’America Latina e gli Stati Uniti, per tornare in Italia e in Europa in autunno, fino ai grandi show negli stadi previsti tra il 2027 e l’inizio del 2028.