Un’inchiesta a tutto campo, quella condotta dalla Squadra Mobile per accertare le cause del decesso di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni. Gli esami tossicologici e sugli alimenti sequestrati dovranno incrociarsi con gli esiti delle autopsie, con nuovi accertamenti previsti a Bari il 28 gennaio
CAMPOBASSO. Madre e figlia morte per una tossinfezione letale, sono una trentina le persone sentite come testimoni, sia in ambito sanitario che in ambito familiare e tra le conoscenze della famiglia Di Vita, a Pietracatella.
A poco più di due settimane dalla morte di Sara Di Vita, 15 anni e di Antonella Di Ielsi, 50 anni, continua l’indagine condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura di Campobasso, che ha iscritto sul registro degli indagati cinque medici, tre del Pronto soccorso e due della Guardia medica.
L’inchiesta, che non esclude nessuna ipotesi, è mirata ad accertare se tutto, in ambito sanitario, è stato svolto secondo il protocollo medico e le ‘best practice’ di cui hanno parlato i vertici dell’Asrem, anche in relazione agli accessi in Pronto soccorso e alle dimissioni avvenute prima dell’ultimo ricovero e della morte delle due donne, che in ospedale sono arrivate con sintomi gastrointestinali. In particolare il vomito.
Per tre volte la giovane Sara è andata al Pronto soccorso, l’ultima volta in condizioni gravissime, così ha detto più volte il padre della ragazza, Gianni Di Vita, che dopo le sue dimissioni dall’ospedale ‘Spallanzani’ di Roma è stato sentito in Questura dagli inquirenti. Una testimonianza della quale il capo della Mobile Marco Graziano ha riferito poi in Procura.
Intanto, da fonti investigative si apprende che i risultati delle analisi svolte sugli alimenti e sui preparati sequestrati in casa della famiglia Di Vita, spediti all’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise e sui campioni di sangue di madre e figlia, inviati al Centro antiveleni e tossicologico ‘Maugeri’ di Pavia, sono “attesi a giorni”.
Risultati che dovranno essere incrociati con gli esiti delle autopsie svolte sul corpo delle due donne. Esclusi il botulino, i funghi velenosi, ma anche l’epatite fulminante e il veleno per topi, bisognerà capire cosa ha provocato il decesso delle due donne, avvenuto a poche ore di distanza l’una dall’altra, il 27 e il 28 dicembre. Dopo l’intossicazione che, con tutta probabilità, è avvenuta il 23 dicembre.
Intanto il medico legale incaricato dalla procura di svolgere l’autopsia su mamma e figlia, la dottoressa Benedetta Pia De Luca, ha comunicato alle parti che le operazioni iniziate il 31 dicembre all’ospedale ‘Cardarelli’, con lo svolgimento dell’autopsia, proseguiranno il 28 gennaio, alle 11, al Laboratorio di Campionamento dell’Unità di Anatomia
patologica universitaria del Policlinico di Bari. Saranno svolte in particolare le analisi e il campionamento degli organi prelevati durante l’autopsia.




