Trasmessa la delibera di concessione delle agevolazioni. Salvi 58 posti di lavoro. Di Lucente: “Punto di arrivo di un percorso complesso, spesso faticoso, portato avanti con serietà e senso di responsabilità da tutti gli attori coinvolti”
di Deborah Di Vincenzo
POZZILLI. Ex Unilever di Pozzilli, finalmente la luce: Invitalia ha trasmesso la delibera di concessione delle agevolazioni relative al Contratto di Sviluppo di P2P Srl, approvato il 30 maggio dello scorso anno, a seguito della definizione bonaria di una controversia legale pendente davanti al Tar Molise. E questo vuol dire che ora può davvero rpartire la riconversione del stabilimento.
Svolta arrivata con la firma, un paio di giorni fa, dell’accordo di composizione della lite, che di fatto ha consentito all’Agenzia nazionale per lo sviluppo di intervenire sul provvedimento originario eliminando una clausola chiave: l’erogazione degli incentivi non sarà più subordinata all’assenza di contenziosi tra Invitalia e le società riconducibili agli azionisti del gruppo.
L’accordo prevede inoltre l’aggiornamento degli importi delle agevolazioni sulla base del tasso di interesse attualizzato, come indicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A seguito delle verifiche istruttorie e della documentazione tecnica aggiornata, Invitalia ha quindi rideterminato le somme concedibili.

Per il progetto di investimento produttivo, a fronte di oltre 106,8 milioni di euro di spese ammissibili, le agevolazioni riconosciute ammontano a 79,465 milioni di euro, di cui 14,665 milioni a fondo perduto e 64,8 milioni sotto forma di finanziamento agevolato.
Anche il progetto di ricerca industriale è stato integralmente ammesso: su circa 1,93 milioni di euro di spesa, gli incentivi concessi raggiungono 1,44 milioni, comprendenti contributi diretti e finanziamenti agevolati.
Ora, l’efficacia delle modifiche resta condizionata alla rinuncia formale del ricorso al Tar, che P2P dovrà depositare. La società avrà inoltre 120 giorni per completare l’invio della documentazione necessaria alla finalizzazione della determina di concessione.
Ma di fatto questo vuol dire che sono salvi i 58 posti di lavoro. Licenziamenti che erano stati già scongiurati a dicembre scorso. Naturalmente soddisfatto l’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Di Lucente che ha seguiti passo passo l’intero iter fino al raggiungimento dell’obiettivo.
“Dopo 4 anni – afferma – finalmente può partire la riconversione dello stabilimento Unilever. Non è un annuncio né una narrazione costruita a tavolino. È il punto di arrivo di un lavoro lungo, complesso, spesso faticoso, portato avanti con serietà e senso di responsabilità da tutti gli attori coinvolti: istituzioni, Governo, Invitalia, sindacati, azienda e territorio. Qui non ci sono miracoli da raccontare, ma atti amministrativi sbloccati, risorse rese disponibili e condizioni finalmente chiare per andare avanti. In questi anni qualcuno ha preferito inseguire titoli, proclami o verità urlate, più utili ad alimentare tensioni che a rafforzare i tavoli di confronto.
Altri, invece, hanno scelto la strada meno visibile ma più efficace: quella del lavoro concreto, della pazienza e del rispetto per chi da quattro anni aspetta risposte. Oggi parlano i fatti: le azioni concrete valgono più di qualsiasi slogan. Ora si guarda avanti, con responsabilità e fiducia. La riconversione può partire e con essa una nuova fase per questo stabilimento e per tutto il territorio“.
“Dopo 48 mesi siamo tornati alle condizioni necessarie per partire – evidenzia la Fialc Cisal – Per i lavoratori e per il territorio, lo ‘scudo’ delle lungaggini amministrative è caduto. Ora contano solo i fatti. La priorità sindacale assoluta è la tutela dei lavoratori. Non è più accettabile navigare a vista”.
Per il sindacato è ora indispensabile e urgente “riformulare nuove date certe. Il cronoprogramma deve essere trasparente, vincolante e non più soggetto a rinvii”. Bisogna poi definire percorsi idonei. “Servono strumenti di garanzia immediati per la tenuta economica delle famiglie, ormai giunte allo stremo dopo anni di incertezza e sacrifici – si legge ancora nella nota – La riconversione deve tradursi in tempi brevi in ripresa occupazionale e stabilità reddituale”. Il sindacato assicura che “vigilerà affinché ogni atto amministrativo si trasformi in una risposta concreta per chi ha atteso con dignità questo momento, non accettando più ritardi che ricadano sulle spalle dei lavoratori”.




