Il legale della famiglia di Andrea Costantini ha chiesto alla Procura di Larino di accertare la presenza di impronte digitali e tracce di Dna per escludere che il foglio sia stato maneggiato da terzi. Gli esiti della perizia
LARINO. Suicidio o omicidio? Continuano le indagini per fare piena luce sulla morte di Andrea Costantini, il 38enne di Penne trovato senza vita nella cella frigorifera del supermercato di Termoli, dove lavorava. Elementi utili potrebbero essere forniti dal biglietto di addio trovato accanto al corpo.
Come riporta ‘Il Messaggero’, l’avvocato Piero Lorusso, che assiste i genitori della vittima, ha incaricato un consulente grafologo per verificare l’autenticità del biglietto e la sua reale attribuibilità a Costantini, chiedendo parallelamente alla Procura di Larino di accertare la presenza di impronte digitali e tracce di Dna per escludere che il foglio sia stato maneggiato da terzi.
Al contempo, anche la Procura ha disposto una propria perizia. Dall’analisi della difesa emergono diverse criticità: la scrittura è in stampatello maiuscolo, una modalità che impedisce un confronto diretto con le grafie corsive e miste certamente riconducibili a Costantini e che, secondo gli esperti, maschera i tratti distintivi rendendo il giudizio solo ipotetico.
Viene poi ritenuto particolarmente controverso – dalla perizia della famiglia – anche il contenuto del messaggio, “Mi sono ucciso”, ritenuto poco compatibile con una reale volontà suicidaria, sia per l’uso del passato prossimo, giudicato illogico per chi scrive prima di compiere il gesto, sia per l’ipotesi che il testo possa essere stato scritto sotto costrizione o addirittura dopo la morte, come parte di una possibile messa in scena.
Sul piano grafico, la perizia segnala un tratto rigido, frammentato e tremolante, con lettere isolate e ripassate, spazi irregolari e una ripetizione identica della parola “non”, elementi che contrastano con la scrittura abitualmente fluida, dinamica e ritmica attribuita a Costantini nelle firme e nei testi noti.
Secondo l’avvocato Lorusso, in assenza di documenti comparativi ufficiali come atti notarili o scritture autenticate, non è possibile fondare scientificamente un’attribuzione certa del biglietto, ricordando anche che la consulenza grafologica da sola non può costituire una prova decisiva senza essere supportata da altri elementi.




