Decisione che si è resa necessaria, spiegano dall’associazione Liberaluna, a seguito della violazione degli accordi di collaborazione e delle linee guida sulla comunicazione stabilite da ActionAid


VENAFRO. A partire da lunedì 9 febbraio lo Sportello Antiviolenza attivo presso i Servizi sociali del Comune di Venafro cesserà le proprie attività. La decisione è stata assunta nell’ambito del progetto ‘A vele spiegate’, realizzato dall’ETS Liberaluna in collaborazione e con il finanziamento di ActionAid International Italia ETS e di Fondazione Realizza il Cambiamento, all’interno del programma ‘NORA against GBV’, cofinanziato dall’Unione europea.

Il progetto ‘NORA against GBV’, promosso da Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia ETS, è finalizzato alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile contro le donne in Italia, attraverso il sostegno e il rafforzamento delle organizzazioni della società civile attive a livello nazionale, regionale e locale. L’iniziativa coinvolge complessivamente 56 realtà su tutto il territorio nazionale e punta alla costruzione di una rete del cambiamento capace di rispondere ai bisogni concreti delle comunità.

‘A vele spiegate’ era nato con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale tramite l’apertura di tre sportelli di prossimità. Il piano di lavoro prevedeva protocolli stringenti di gestione e comunicazione, definiti dall’ente finanziatore per garantire uniformità ed efficacia degli interventi. La chiusura dello sportello di Venafro si è resa necessaria, spiegano i promotori, a seguito della violazione degli accordi di collaborazione e delle linee guida sulla comunicazione stabilite da ActionAid, di cui i Comuni partner erano stati informati via Pec già in fase di avvio delle attività.

In particolare, nella nota inviata dall’associazione, vengono richiamate le dichiarazioni a mezzo stampa dall’assessora Angelamaria Tommasone, diffuse – dicono – senza alcuna preventiva condivisione né con Liberaluna, ideatore e gestore del progetto, né con l’ente finanziatore. Una comunicazione ritenuta “in contrasto con i protocolli di trasparenza e coordinamento previsti per la corretta gestione dell’iniziativa”.

Liberaluna e ActionAid sottolineano come l’attivazione del servizio a Venafro fosse stata fortemente voluta per colmare un vuoto territoriale. Pur in presenza di un presidio attivo in precedenza, i dati disponibili indicavano, secondo i promotori, una scarsa incidenza in termini di attività e accessi. L’intervento puntava quindi a introdurre maggiore professionalità, formazione degli operatori e una promozione capillare, con l’obiettivo di rendere visibili e raggiungibili le donne in difficoltà. Tuttavia, nella nota di Liberaluna viene ribadito che la solidità di un progetto antiviolenza si fonda sul rispetto rigoroso dei protocolli tra i partner, condizione ritenuta imprescindibile.

Nonostante la chiusura dello sportello di Venafro, Liberaluna assicura che la tutela delle donne resta una priorità. Restano infatti pienamente operativi i cinque Centri Antiviolenza e le cinque Case rifugio, di cui otto a titolarità della Regione Molise e due dell’ETS, tutti gestiti dall’associazione Liberaluna, oltre agli Sportelli Antiviolenza di prossimità di Bojano, Cercepiccola e Larino, realizzati sempre nell’ambito del progetto ‘A vele spiegate’.

“La nostra missione non si ferma, ma richiede una sinergia totale con le istituzioni. Continueremo a lavorare affinché ogni sportello non sia solo una targa sulla porta, ma un luogo di ascolto sicuro, professionale e correttamente coordinato”, dichiara la responsabile del progetto regionale antiviolenza e del progetto ‘A vele spiegate’, nonché coordinatrice dei Centri Antiviolenza e delle Case rifugio Liberaluna Maria Grazia La Selva.