Dura presa di posizione sulla decisione e condanna del mancato intervento da parte dell’Amministrazione comunale a difesa del presidio sanitario
CAMPOBASSO. La Guardia Medica di Guglionesi chiuderà. Per Annamaria Becci, segretaria del Circolo del Pd e Pino Aristotele, del gruppo Guglionesi Progressista, non si tratta di un incidente o di una fatalità, “ma è il risultato di scelte politiche precise, di un disegno chiaro che sta smantellando pezzo dopo pezzo il sistema sanitario pubblico del Molise”.
“Era novembre quando Guglionesi Progressista e il Circolo del Partito Democratico presentavano una mozione al Comune – le loro parole – Chiara, documentata, urgente: servivano interventi immediati per salvare il presidio di continuità assistenziale. La risposta della maggioranza Antonacci? Un secco no. Una bocciatura che oggi suona come una condanna. Non si è trattato di miopia politica, ma di complicità silenziosa con chi sta demolendo la sanità molisana. Mentre l’opposizione denunciava il rischio, la maggioranza sceglieva di guardare altrove, di minimizzare, di fare spallucce. Oggi quel presidio è chiuso e ogni cittadino che dovrà percorrere chilometri nel cuore della notte per cercare assistenza medica sa esattamente a chi deve dire grazie”.
“Parliamoci chiaro: il commissariamento della sanità molisana è un fallimento totale, irreversibile, vergognoso. Doveva risanare i conti? Li ha aggravati. Doveva riorganizzare i servizi? Li ha distrutti. Doveva tutelare il diritto alla salute? Lo ha calpestato – hanno aggiunto Becci e Aristotele – La chiusura della Guardia medica di Guglionesi non è un caso isolato: è la dimostrazione plastica che il Molise è considerato una regione di serie B, sacrificabile sull’altare dei tagli lineari e della burocrazia romana. Il commissariamento non governa, smantella. Non riforma, demolisce. E lo fa con la complicità di una classe politica regionale incapace di alzare la voce, di battere i pugni sul tavolo, di difendere i propri cittadini”.
“Chiamiamolo con il suo nome: quello che sta accadendo è uno smantellamento politico programmato. Chiudono i presidi sanitari nei piccoli centri, si depotenzia Termoli, si svuota Isernia, si riduce Campobasso. Il messaggio è inequivocabile: il Molise non merita una sanità degna di questo nome. E mentre la sanità pubblica viene fatta a pezzi, c’è chi si arricchisce. Ambulanze private, cliniche convenzionate, strutture che lucrano sulla pelle di chi non ha alternative. È questo il modello che vogliono imporci? Una sanità per ricchi nelle città e il deserto sanitario per chi vive nei piccoli comuni? Non si può assolvere la maggioranza comunale. Respingere quella mozione a novembre è stata una scelta politica precisa: schierarsi dalla parte di chi chiude, di chi taglia, di chi abbandona il territorio”.
“Mentre Guglionesi Progressista e il Pd denunciavano il rischio e chiedevano azioni concrete, la maggioranza Antonacci faceva quadrato con il sistema di potere che sta affossando la sanità molisana. Oggi i cittadini di Guglionesi sanno chi ha difeso il loro diritto alla salute e chi invece ha preferito tutelare equilibri politici, spartizioni di potere, logiche di partito. La chiusura della Guardia Medica è anche responsabilità di chi, potendo agire, ha scelto l’immobilismo. Non possiamo più permetterci di assistere in silenzio a questo scempio. Ogni presidio che chiude è un pezzo di Molise che muore, è una comunità che viene condannata all’abbandono, è un diritto costituzionale che viene calpestato. Serve una mobilitazione forte, unitaria, determinata. Serve che i cittadini pretendano risposte, che i sindaci escano dalla logica dei favori e delle spartizioni, che la politica torni a fare il suo mestiere: difendere gli interessi della collettività, non quelli di chi comanda”.
“La chiusura della Guardia Medica di Guglionesi non può restare senza conseguenze politiche – hanno concluso Becci e Aristotele – Chi ha responsabilità di governo, a livello locale e regionale, deve pagare il prezzo di questo tradimento. E i cittadini devono ricordare, alle prossime elezioni, chi ha difeso i loro diritti e chi invece li ha venduti. Il Molise non si tocca. La sanità pubblica non si smantella. Guglionesi non si arrende”.




