Prende il posto di Luigi Santoianni. Emergenza cinghiali, calo dei prezzi alla produzione e rinnovamento del settore tra le priorità


CAMPOBASSO. Vincenzo D’Alessandro è il nuovo presidente della Cia Molise. Eletto oggi dall’assemblea, prende il posto di Luigi Santoianni.

Un passaggio di consegne avvenuto alla presenza di una platea composta da delegati e ospiti, a partire da enti e organizzazioni di settore. Presenti la Camera di Commercio del Molise con il presidente Paolo Spina, Legacoop Molise, con Sara Guidelli, direttrice nazionale Legacoop Agroalimentare e Chiara Iosue, presidente Legacoop Molise. Tra le figure intervenute anche il direttore di Italia Olivicola Giuliano Martino, l’assessore della Provincia di Campobasso Antonio Tomassone, il presidente della Provincia di Campobasso Pino Puchetti, il presidente Anp Molise Angiolino Sisti in rappresentanza dei pensionati.

In tanti sono intervenuti e tutti hanno posto l’accento su temi cruciali per il comparto, a partire dalla necessità di continuare a coltivare e di rafforzare un costante confronto tra realtà che hanno a cuore il mondo agricolo: è l’unione degli intenti, con la convergenza di strategie e risorse, a fare la differenza.

In sala un pubblico attento. Michele Tanno, agronomo che ha dedicato tutta la vita alla valorizzazione delle terre e delle colture autoctone del Molise, ha ricevuto un plauso speciale dalle cariche e dall’assemblea per la passione che ancora mette nelle sue pubblicazioni e nelle tante attività non profit che propone in tutta la regione.

Unico il candidato alla successione di Santoianni: Vincenzo D’Alessandro appunto, imprenditore agricolo, titolare di un’azienda agricola di Gambatesa. Un imprenditore di rientro, tornato in Molise dopo anni trascorsi fuori regione e impegnato nel settore delle coltivazioni biologiche e dell’allevamento per il recupero e la valorizzazione delle risorse naturali locali. ​E’ a lui che per alzata di mano i delegati hanno consegnato il timone della prossima legislatura alla guida della Cia Molise.

Nel suo discorso programmatico D’Alessandro ha puntato subito sul richiamo urgente all’emergenza causata dalla fauna selvatica. Da qui una riflessione più ampia sulle sfide del comparto, a cominciare dal calo dei prezzi delle produzioni primarie che condiziona pesantemente l’accesso degli agricoltori ai mercati, aggravato da una siccità sempre più strutturale legata ai cambiamenti climatici. Il cuore dell’intervento si è poi spostato sulla nuova Pac, la cui imminente approvazione richiederà un lavoro capillare di confronto tra operatori e istituzioni per individuare soluzioni realmente incisive. In conclusione, d’Alessandro ha ribadito l’impegno per una crescita corale del settore, puntando sul ricambio generazionale per sostenere l’uscita dei senior e agevolare l’ingresso dei giovani.