Il racconto delle ore di paura dopo l’escalation in Medio Oriente: “Siamo uscite dall’aeroporto pochi minuti prima delle esplosioni”


TERMOLI-DUBAI. La guerra è arrivata sopra le città del Golfo. Missili balistici, droni intercettati in volo, esplosioni udite nei quartieri residenziali, spazio aereo chiuso e aeroporti paralizzati. Dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran e la successiva risposta di Teheran, anche gli Emirati Arabi Uniti sono entrati nel perimetro operativo del conflitto.

Tra Dubai e Abu Dhabi si trovano diversi molisani, residenti e turisti, che nelle ultime ore hanno vissuto notti di tensione, sirene e boati.

A Dubai, dove lo spazio aereo è stato temporaneamente chiuso e numerosi voli cancellati, sono rimaste bloccate Francesca Michetti e Giorgia Motta, madre e figlia termolesi in vacanza. Dopo ore trascorse in aeroporto sono state scortate in un hotel fuori dal centro.

“Siamo uscite pochi minuti prima che un drone colpisse l’aeroporto. È stato un miracolo. I cellulari suonavano tutti insieme, i droni venivano abbattuti sopra di noi. Abbiamo sentito due impatti. Non si può uscire, tutto è fermo”, raccontano. “Siamo riuscite ad arrivare in albergo, pensavamo di essere tranquilli ma i telefoni hanno iniziato a mandare allerte missili e in quei momenti sono arrivati i droni”, racconta Giorgia in una testimonianza video raccolta dalla Tgr Molise.

L’angoscia dei molisani, così come degli altri italiani che si trovano nei Paesi del Golfo, è alimentata soprattutto dall’incertezza. “Nessuna risposta dalla Farnesina, nessuna da Emirates. Siamo qui ad aspettare, senza informazioni. Del nostro rientro non sappiamo ancora nulla”.

(foto Il Messaggero)