L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni rivela che il capoluogo di regione ha approvato il piano, mentre la città pentra è in fase di redazione


CAMPOBASSO. In Molise la situazione dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) nei due comuni capoluogo evidenzia uno stato di avanzamento differenziato. Secondo l’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo normativo, Campobasso risulta in regola avendo approvato il piano con delibera di Consiglio comunale numero 22 del 2023. Situazione diversa per Isernia, che si trova ancora in fase di realizzazione dello strumento dopo aver avviato, nel corso del 2024, il bando per l’affidamento dell’incarico di redazione.

Il monitoraggio, che ha interessato 118 capoluoghi italiani, fotografa un Paese ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu. A livello nazionale, solo il 36,4% dei Comuni ha approvato un Peba, mentre il 21,2% è in fase di redazione e quasi il 29% risulta totalmente sprovvisto di piano o di informazioni reperibili. Le stime dell’Associazione indicano che, nel resto del territorio nazionale, solo il 15% dei Comuni abbia effettivamente adottato questo strumento.

“Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai Peba – dichiara l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei Peba non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti”. Gerardi ricorda inoltre come diverse amministrazioni siano già state condannate dai tribunali ad adottare il piano in tempi certi.

Sulla stessa linea Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità: “A quarant’anni dalla legge istitutiva, l’Italia è ancora drammaticamente indietro. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva”.

L’indagine è stata realizzata attraverso la consultazione dei siti istituzionali e accessi agli atti laddove le informazioni non fossero reperibili online. L’Associazione ha fatto sapere che il monitoraggio resta aperto a segnalazioni e aggiornamenti da parte di cittadini e amministrazioni.