L’organizzazione incontra centinaia di soci in undici comuni della regione per tracciare le linee guida dell’impegno sindacale
RICCIA. Si è concluso a Riccia il ciclo di assemblee organizzative territoriali denominate ‘Per un Molise ed un’Europa migliore’, che ha visto Coldiretti Molise impegnata in undici centri della regione. Partendo da Venafro lo scorso 2 febbraio, i dirigenti dell’organizzazione hanno incontrato centinaia di soci toccando anche Campobasso, Isernia, Termoli, Agnone, Bojano, Larino, Frosolone, Montenero di Bisaccia e Trivento. Al centro del confronto, il direttore regionale Aniello Ascolese, il presidente regionale Claudio Papa, il vice Adamo Spagnoletti e i presidenti provinciali Mario Di Geronimo e Giacinto Ricciuto hanno affrontato le principali criticità del comparto, dalla gestione della Pac all’accordo Mercosur, fino alla modifica del Codice doganale europeo.
“L’incessante azione sindacale di Coldiretti verso le Istituzioni europee ha consentito di ottenere grandi risultati a tutela della nostra agricoltura – ha spiegato il direttore Ascolese – primo fra tutti allontanare definitivamente il pericolo del taglio di 90 miliardi alla Pac e l’introduzione del Fondo Unico, ottenendo la riassegnazione di 10 miliardi di euro della PAC a favore di tutti gli agricoltori italiani”. Il direttore ha ricordato come tali traguardi siano frutto della mobilitazione a Bruxelles contro l’operato della Commissione europea. A questo si aggiunge il congelamento del Mercosur, l’accordo di libero scambio con il Sud America. “Un trattato ritenuto da sempre inaccettabile per Coldiretti in quanto privo del principio di reciprocità – ha sottolineato il presidente Papa – dal momento che le imprese dei Paesi sudamericani non sono tenute a rispettare le medesime regole in tema di sicurezza alimentare, benessere animale e tutela dei lavoratori”.
Sul fronte nazionale, l’organizzazione ha rivendicato i risultati ottenuti sul prezzo del grano duro con l’istituzione della Cun e la determinazione dei costi medi di produzione tramite Ismea. Resta aperta la sfida contro il Codice doganale europeo che, come ha ricordato il presidente Di Geronimo, permette a prodotti agricoli stranieri di fregiarsi del marchio ‘Made in Italy’ se l’ultima trasformazione avviene nel nostro Paese, chiedendo su questo punto il sostegno di Comuni e Regione.
Il tour ha però permesso di accendere i riflettori anche sulle emergenze locali, a partire dall’aumento incontrollato dei cinghiali. “Una vera e propria emergenza che può essere affrontata efficacemente solo con la piena attuazione all’articolo 19 Ter della legge 157/92 – ha detto il vice presidente Spagnoletti – potenziando altresì il selecontrollo e la caccia di selezione”. L’organizzazione sta valutando anche la formazione di guardie venatorie volontarie per supportare gli interventi.
Criticità sono emerse anche nel settore zootecnico, colpito dal calo del prezzo del latte e dai costi di produzione. Il presidente Ricciuto ha auspicato la creazione di uno specifico Piano zootecnico regionale e ha contestato le tariffe Egam sull’acqua negli allevamenti, sottolineando come non sia possibile pagare la risorsa con tariffe a uso domestico per i capi bovini. Sul tema delle energie rinnovabili, Coldiretti ha accolto favorevolmente la proposta di legge regionale per l’individuazione delle aree idonee, ribadendo la necessità di tutelare il suolo agricolo. Infine, sul fronte burocratico, il direttore Ascolese ha riferito l’impegno dell’assessore Salvatore Micone a risolvere le anomalie nei pagamenti dei bandi Csr e delle misure a superficie.
“Nel corso di questo tour abbiamo avuto modo di confrontarci con i nostri soci, ascoltare i loro problemi e fare nostre le loro istanze – ha concluso il presidente Papa –. Le tante e impegnative sfide che ci attendono richiederanno una forte coesione fra tutti i soci indispensabile a relazionarsi con le Istituzioni regionali”.




