Il coordinatore sottolinea la natura multietnica e giovane dell’organizzazione e ribadisce la neutralità rispetto al dibattito referendario
CAMPOBASSO. In un clima politico segnato da forti contrapposizioni, la Cisl Molise rivendica la propria autonomia e il radicamento nel mondo del lavoro. Antonio D’Alessandro, coordinatore Ast Cisl Molise, interviene per fare il punto sull’azione del sindacato, rimarcando una distanza netta dalle dinamiche di schieramento.
“In queste settimane, mentre il dibattito pubblico si concentra su logiche contrapposte e schieramenti precostituiti, la Cisl continua a fare ciò che le compete: sindacato – afferma D’Alessandro –. Restiamo concentrati sul merito delle questioni, sui problemi reali dei lavoratori, sulla contrattazione che porta risultati concreti. Non ci lasciamo distrarre da dinamiche che non ci appartengono”.
Il coordinatore precisa inoltre la posizione dell’organizzazione in merito alle prossime scadenze elettorali: “Anche rispetto al referendum, la Cisl mantiene la sua linea storica: non sosteniamo né il sì né il no. Non facciamo politica di schieramento. Pretendiamo invece che i cittadini siano informati in modo completo e corretto, perché solo così possono esercitare pienamente la loro libertà di scelta. Il nostro compito non è orientare il voto, ma difendere la qualità della democrazia e la partecipazione consapevole”.
Secondo D’Alessandro, questa linea di coerenza è premiata dai dati sul tesseramento. La Cisl registra infatti una crescita significativa con oltre 42.000 nuovi iscritti tra i lavoratori attivi. “Non è un traguardo, è un mandato – sottolinea –. Un mandato a costruire un sindacato ancora più forte, libero, concreto, determinato. Un mandato a fare meglio, a essere ancora più vicini, a non arretrare di un passo nella difesa del lavoro”.
L’analisi dei dati evidenzia un’organizzazione capace di attrarre le nuove generazioni: nel quinquennio la crescita di quasi 214.000 iscritti attivi è composta per il 23,61% da lavoratori con meno di 30 anni e per il 30,55% da chi ha meno di 35 anni. “Significa che la Cisl è un sindacato giovane, capace di intercettare nuove generazioni, di entrare nei percorsi professionali fin dall’inizio, di parlare anche a chi vive precarietà o transizioni”, aggiunge D’Alessandro.
Il sindacato si presenta inoltre come una realtà inclusiva e paritaria. Nel 2025 gli iscritti nati fuori dall’Italia sono 465.558 (il 12,74% del totale), dato che sale al 18,75% tra i lavoratori attivi. “È la prova di una Cisl sempre più multietnica e multiculturale – evidenzia il coordinatore – capace di rappresentare un mondo del lavoro che cambia”. Anche il dato di genere risulta equilibrato, con il 48,19% di donne e il 51,81% di uomini tra gli iscritti.
“Questi numeri non sono statistiche: sono persone, storie, fiducia – conclude D’Alessandro –. Sono la conferma che quando il sindacato è serio, credibile e vicino, resta un punto di riferimento. E la Cisl continuerà a esserlo, con ancora più determinazione”.




