Proccupa la riorganizzazione della medicina generale. L’intervento del segretario regionale La Vecchia


CAMPOBASSO. Preoccupazione e critiche per la riorganizzazione della medicina generale: le esprime la Federazione dei Medici Territoriali-FMT. A denunciarlo è Ernesto La Vecchia, segretario regionale dell’organizzazione, che richiama l’attenzione sulle criticità del sistema di formazione dei futuri medici di famiglia e sulla proposta di legge, presentata dal deputato Stefano Benigni (Forza Italia) e attualmente all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera, che mira a modificare attività, stato giuridico e trattamento dei medici di medicina generale.

Secondo La Vecchia, la professione sta diventando sempre meno attrattiva: molti medici abbandonano la medicina generale e, invece di intervenire sulle cause, le scelte politiche rischiano di aggravare la situazione. La priorità, sostiene, dovrebbe essere una riforma del percorso formativo, con un sistema equiparato alle altre specializzazioni mediche e allineato agli standard europei. Anche in Molise, però, si continuerebbe a privilegiare il mantenimento dello status quo, rinunciando a investire su una formazione di qualità e su professionisti con esperienza.

Il segretario FMT critica inoltre la ‘narrazione’ secondo cui i medici di famiglia lavorerebbero solo 15 ore a settimana, definendola fuorviante: l’impegno reale, afferma, supera ampiamente le 40 ore settimanali. In questo contesto, la proposta di legge in discussione rischierebbe di peggiorare la situazione, non tenendo conto della natura autonoma del ruolo dei medici di medicina generale, che non sono dipendenti e non possono essere trasformati in subordinati senza adeguate tutele.

Tra le proposte avanzate dalla FMT figurano maggiori garanzie professionali, tutela in caso di malattia, ferie, misure per il benessere psicofisico, politiche di conciliazione lavoro-vita e una valorizzazione del ruolo delle donne medico. L’organizzazione chiede inoltre interventi su compensi e incentivi, erosi dall’inflazione e dalle politiche fiscali.

Infine, La Vecchia sottolinea la necessità di riorganizzare la sanità territoriale partendo dai bisogni dei cittadini, dal rapporto fiduciario con il medico e dalla capillarità degli ambulatori. Solo su queste basi, conclude, sarà possibile ridefinire anche l’orario di lavoro dei medici di famiglia ed evitare una crisi sempre più grave della medicina generale.